Notizia
Il futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo è al
centro della conferenza dei rappresentanti ad alto livello politico
dei governi dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa, in svolgimento
oggi e domani a Interlaken
18/02/2010
La Conferenza, organizzata dalla Presidenza Svizzera del Comitato dei
Ministri del Consiglio d'Europa, mira a riaffermare l'impegno degli
Stati membri per la tutela dei diritti umani in Europa, rafforzando
gli strumenti che consentano alla Corte europea, sistema giuridico essenziale
del meccanismo di protezione dei diritti umani, di far fronte al volume
crescente delle controversie.
La Corte europea affronta il 2010 in una situazione drammatica: il
suo arretrato di ricorsi pendenti ha raggiunto le 100.000 unità.
Il fatto che il 93 per cento delle richieste presentate alla Corte siano
chiaramente inammissibili per ragioni procedurali o manifestamente infondate
rivela una grave mancanza di informazioni sulla Convenzione e sulle
procedure della Corte, ma anche una probabile debolezza del funzionamento
dell’intero sistema.
L’imminente entrata in vigore del Protocollo n. 14 non sembra
possa essere ritenuta sufficiente a risolvere la situazione in cui attualmente
versa la Corte. Questa è la preoccupazione emersa a conclusione
delle riunioni preparatorie della Conferenza di Interlaken.
E’ sull’individuazione di meccanismi efficienti, procedurali
e organizzativi, che permettano alla Corte di garantire lo svolgimento
della propria missione, mediante la creazione di ulteriori condizioni
e vincoli procedurali per l’ammissibilità dei ricorsi,
che la Conferenza di Interlaken cercherà di trovare adeguate
risposte.
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