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Contenzioso europeo. Pubblicate tre sentenze di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia in materia di espropriazione indiretta (ricorso Luigi Serino n. 21978/02) e di irragionevole durata del processo e rimedio “Pinto” (ricorsi Massaro e altri nn. 23744/03, 23754/03, 23828/03, 23829/03, 23830/03, 23832/03 e 23833/03 e Piscitelli e altri nn. 20193/03, 20372/03, 20394/03, 20395/03, 20615/03, 20617/03, 20907/03, 27526/03, 30794/03, 30827/03).
12/10/2010
Con la sentenza sul caso Luigi Serino (ricorso n. 21987/02), in materia espropriativa, la Corte europea ha censurato lo Stato italiano per la violazione dell’articolo 1, Prot. 1, della Convenzione, applicando, a titolo di equa soddisfazione, i criteri risarcitori fissati nella sua recente giurisprudenza con la sentenza della Grande Camera del 22 dicembre 2009 per l’affare Guiso-Gallisay.
Per i casi Massaro e altri nn. 23744/03, 23754/03, 23828/03, 23829/03, 23830/03, 23832/03 e 23833/03 e Piscitelli e altri nn. 20193/03, 20372/03, 20394/03, 20395/03, 20615/03, 20617/03, 20907/03, 27526/03, 30794/03, 30827/03, la Corte ha constatato la violazione dell’art. 6, par. 1, della Convenzione, sotto il profilo della irragionevole durata del processo e del rimedio “Pinto”, attribuendo, a titolo di pregiudizio morale, un’equa riparazione.
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