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Dipartimento affari giuridici e legislativi - Ufficio contenzioso, per la consulenza giuridica e per i rapporti con la Corte europea dei diritti dell'uomo

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Sentenza sul caso MAGGIO e altri c/Italia (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08)

31/05/2011

31/05/2011 – Contenzioso europeo. Pubblicata la sentenza sul caso MAGGIO e altri c/Italia (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08), con la quale la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 6, paragrafo 1, delal Convenzione, escludendo invece la pretesa violazione anche dell’articolo 1 del Protocollo 1, e dichiarando assorbiti gli altri motivi di ricorso. La notizia

I ricorrenti, che avevano prestato temporaneamente attività lavorativa in Svizzera e avevano successivamente instaurato dei giudizi lamentando la non correttezza dei criteri utilizzati per l’attribuzione della pensione, hanno proposto ricorso dinanzi alla Corte deducendo il fatto che, in pendenza di tali giudizi, era stata adottata la legge n. 296 del 2006 che, all’articolo 1, comma 777, aveva modificato i criteri per il calcolo delle pensioni a loro svantaggio.

In ragione di tale evenienza normativa, i ricorrenti hanno lamentato, principalmente, la violazione dell’articolo 6, paragrafo 1, relativo al “diritto ad un equo processo”.

Ad avviso della Corte, tale disciplina, pur perseguendo uno scopo di interesse generale (quale il riequilibrio della finanza pubblica attraverso la modifica del sistema pensionistico in questione), viola il parametro indicato, in quanto interferisce retroattivamente nei giudizi pendenti al momento della sua entrata in vigore.

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