Emblema della Repubblica
Governo Italiano - torna alla pagina principale
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Dipartimento affari giuridici e legislativi - Ufficio contenzioso, per la consulenza giuridica e per i rapporti con la Corte europea dei diritti dell'uomo

Notizia

Costa e Pavan c.Italia (ricorso n. 54270/10)

28/06/2011

In relazione alla notizia apparsa sulla stampa nazionale in merito al presunto accoglimento da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo del ricorso proposto dai coniugi Costa e Pavan in materia di fecondazione in vitro, è indispensabile precisare che la Corte non ha assunto alcuna decisione al riguardo, né di ricevibilità, né, tampoco, di accoglimento. Il ricorso è stato, infatti, solo comunicato al Governo italiano e si trova allo stadio iniziale del procedimento, dovendosi esperire tutte le necessarie, istruttorie attività.

Il 27 giugno 2011, infatti, è stato comunicato al Governo italiano il ricorso con il quale due coniugi, entrambi portatori sani di una malattia genetica, si lamentano di non poter ricorrere allo screening embrionale per la fecondazione in vitro, per evitare la gravidanza nel caso l'embrione risulti portatore della malattia.
Assumono al riguardo che tale possibilità è esclusa dalla legge n. 40 del 2004, sulla procreazione assistita, secondo cui il ricorso alla fecondazione in vitro è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.
Gli articoli della Convenzione invocati dai ricorrenti sono l’8 (rispetto della vita privata e familiare) ed il 14 (divieto di discriminazione rispetto alle coppie che si trovano in una delle due situazioni sopraindicate, che possono accedere allo screening embrionale).

 

Informazioni generali sul sito