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Contenzioso sopranazionale. Pubblicata la sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano per l’affare Violanda Truocchio (ricorsi nn. 20198/03 e 40403/04), in materia di irragionevole durata della procedura e insufficienza dell’indennizzo ottenuto ai sensi della legge Pinto.
07/10/2011
La Corte europea dei diritti dell’uomo, con sentenza sull’affare Violanda Truocchio c/Italia (ricorsi nn. 20198/03 e 40403/04), in materia di eccessiva durata della procedura nazionale (nella fattispecie, procedimento teso ad ottenere il riconoscimento dell’indennità giornaliera di maternità) e di inadeguatezza del rimedio “Pinto”, ha condannato lo Stato italiano per la violazione dell’articolo 6, par. 1, della Convenzione.
La Corte ha constatato che, in rapporto alla prima procedura, il rimedio si è rivelato insufficiente e che l’indennizzo è stato pagato con ritardo rispetto al termine in cui la decisione della Corte d’appello era divenuta definitiva. In relazione al secondo procedimento, ha constatato che a livello nazionale non era stato accordata alcuna somma a titolo di danno morale. La Corte di Strasburgo ha quindi attribuito un equo indennizzo, comprensivo di una somma supplementare derivante dal ritardo nel pagamento dell’indennità “Pinto”.
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