Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Dipartimento affari giuridici e legislativi - Ufficio contenzioso, per la consulenza giuridica e per i rapporti con la Corte europea dei diritti dell'uomo

Notizia

Irricevibilità; durata eccessiva dei procedimenti giudiziari nazionali

08/11/2011

Con decisioni dell’11 ottobre 2011, la Corte europea ha dichiarato irricevibili i ricorsi Cretella c/Italia (n. 35510/02), Bagordo e altri c/Italia (n. 35567/02), Di Gennaro e Tedeschi c/Italia (n. 11389/02), Caiazzo e altri c/Italia (n. 11410/02) e Notaro c/Italia (n. 35544/02), in materia di durata eccessiva dei procedimenti giudiziari nazionali (nelle fattispecie si trattava di procedimenti per ottenere il pagamento di retribuzioni, nonché del trattamento di fine rapporto) e di ritardo nel pagamento degli equi indennizzi riconosciuti ai sensi della “legge Pinto”.

Sulla base delle documentate osservazioni formulate dal Governo in sede di giudizio, la Corte europea ha constatato l’avvenuto abuso del diritto al ricorso da parte dei ricorrenti che, avendo già ottenuto il pagamento delle somme relative al trattamento di fine rapporto e la corresponsione dell’indennizzo riconosciuto ai sensi della “legge Pinto”, avevano omesso di comunicarlo alla Corte, tralasciando di fornire informazioni essenziali concernenti i fatti di causa al fine di indurla in errore.

Non ritenendo, pertanto, imputabile allo Stato italiano alcuna responsabilità, la Corte ha giudicato le richieste di parte ricorrente manifestamente mal fondate e le ha respinte, ai sensi dell’articolo 35, paragrafi 3 e 4, della Convenzione.

Nella stessa data, la Corte ha dichiarato irricevibili: il ricorso Schuchter c/Italia (n. 68476/10), rilevando, per alcuni profili, il mancato esaurimento dei rimedi interni e, per altri, l’infondatezza delle doglianze della ricorrente – cittadina tedesca sottoposta a pena detentiva – riferite ai rischi di tortura o trattamento disumano a cui sarebbe stata esposta nel caso di estradizione verso gli Stati Uniti d’America.

La Corte ha anche deciso la revoca della misura provvisoria di non estradizione indicata il 14 dicembre 2010. il ricorso Pezzino c/Italia (n. 32226/04), rilevando non sufficientemente documentate le censure sollevate dal ricorrente – soggetto sottoposto a misura detentiva per i reati di appartenenza alla mafia ed omicidio – relative a presunte ingiustizie subite da parte di autorità giudiziarie e penitenziarie.

Informazioni generali sul sito