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8 Marzo: Giornata internazionale della Donna

C’è, da parte del Governo, la piena consapevolezza del fatto che la valorizzazione della figura femminile, tanto in Italia quanto in Europa, rappresenta una scommessa difficile da vincere. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, nell’Europa a 27 per ogni 100 uomini ci sono 105 donne (138 su 100 se si considerano gli over 65). Tuttavia, il rischio di povertà o di esclusione sociale per le donne è maggiore rispetto a quello degli uomini. L’Italia detiene un triste primato: oltre il 26% delle donne (rispetto al 22% circa degli uomini) vive in condizioni economicamente o socialmente svantaggiate. Condizione di svantaggio che confermano i dati sull’occupazione. Sempre secondo Eurostat, nell’Europa a 27 del 2010, il 63,8% delle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha un impiego lavorativo. Per gli uomini, invece, la percentuale degli occupati sale di oltre 13 punti percentuali, raggiungendo il 77,5%. Nella classifica europea, l’Italia si colloca al penultimo posto, con appena il 51,4% di donne occupate (rispetto al 75,8% degli uomini).

“È nostra intenzione” – ha ricordato il Presidente Monti – “proseguire sulla strada intrapresa dal Governo nei primi 100 giorni di attività: e cioè sostenere l’occupazione femminile, rendendola volano per la crescita delle imprese, oltre che strumento efficace di contrasto alle disparità di genere che, purtroppo, ancora oggi affliggono alcune aree del Paese”. Il Presidente ha ricordato la necessità di assecondare – e, se possibile, anticipare – i mutamenti sociali intervenuti negli ultimi anni, guardando alle evoluzioni del mercato del lavoro, ragionando non solo sui benefici di breve, ma soprattutto su quelli di medio e lungo periodo, in ottica europeista.

Lo confermano i dati. Secondo il rapporto Censis del 2011 “I valori degli italiani” il Paese registra mutamenti significativi nella distribuzione del carico dei lavori domestici all’interno delle famiglie. È diminuito il numero di casalinghe presenti tra le donne non anziane (fino a 64 anni di età): 833mila in meno tra il 2000 e il 2010 (-13,8%). Una riduzione particolarmente intensa tra le donne più giovani, fino a 34 anni (342mila casalinghe in meno, -29,4%) e tra le 35-44enni (299mila in meno, -18,8%). Nelle famiglie con figli la quasi totalità delle donne, occupate o non occupate, continua comunque a svolgere i lavori domestici.

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