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Vertice Ue a Poznan sui fondi per politica coesione

25 Novembre 2011

Vertice Ue a Poznan sui fondi per politica coesione

La presidenza polacca dell'Unione Europea ha riunito oggi a Poznan (Polonia) i Ministri europei responsabili della Politica di Coesione, per discutere le regole di allocazione e utilizzo dei fondi comunitari per la politica di coesione: si tratta di 336 miliardi di euro previsti dalla proposta di bilancio comunitario 2014-2020 avanzata in giugno.

La Presidenza polacca ha dato un giudizio positivo sulla bozza di Regolamento che la Commissione Europea ha preparato in ottobre e ha avanzato alcune linee di proposta per una sua revisione, sulle quali si è aperta la discussione.

Il Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, intervenendo per l’Italia, ha sostenuto che la proposta avanzata dalla Commissione costituisce una base molto buona perché la politica di coesione sia orientata ai risultati, ovvero sia costruita e giudicata per la sua capacità di migliorare concretamente la qualità di vita dei cittadini. Si tratta di riorientare l'attenzione dagli interventi agli effetti: non le ore di formazione, ma la riduzione dei tempi necessari per trovare un lavoro che quelle ore di formazione consentono; non i chilometri di ferrovia o strada costruiti, ma la riduzione dei rischi e dei tempi di percorrenza che quei chilometri costruiti comportano. “Questa è la parte – ha detto Fabrizio Barca - che la politica di coesione europea può e deve fare in questa fase di grave crisi: puntare all'efficacia, investire bene gli ingenti fondi disponibili e generare benefici concreti per i cittadini europei".

Il Ministro Barca ha quindi indicato gli aspetti sui quali sono necessarie modifiche affinché la svolta intrapresa dalla Commissione Europea sia effettiva. Tra queste: un rigoroso sistema di indicatori di risultato; documenti di programmazione leggeri che descrivano il legame fra azioni e risultati; un Codice europeo di condotta per il partenariato che garantisca davvero il contributo alle decisioni e alle realizzazioni da parte dei cittadini organizzati; un sistema di report sui risultati essenziale e da portare al confronto con il Parlamento Europeo; l’adozione di una strategia e di strumenti attuativi “rivolti ai luoghi”, dove città e reti di cittadini, lavoratori, università e imprese possano mettere sul tavolo le proprie necessità e le proprie ipotesi progettuali.

Non era all’ordine del giorno dell’incontro la discussione sui criteri di allocazione fra regioni delle risorse finanziarie. Il Ministro Barca ha comunque ribadito la posizione dell’Italia, secondo cui devono essere mantenuti gli attuali criteri di allocazione per le aree meno sviluppate, mentre va respinta ogni nuova ipotesi volta a introdurre criteri che nulla hanno a che vedere con i divari di sviluppo.