Servizio per la concertazione amministrativa e il monitoraggio in materia di territorio, ambiente e immigrazione
Territorio
In ordine alle problematiche che hanno un impatto sul territorio nazionale, il Servizio promuove accordi procedimentali e ogni altro strumento finalizzato ad una gestione coordinata degli interventi.
Con le Amministrazioni interessate si mette in atto un’azione di sensibilizzazione, di mediazione e di composizione dei vari interessi in discussione, necessaria per raggiungere possibili intese. L’attività istruttoria si rende essenziale attraverso incontri e acquisizioni documentali, diretti a verificare la fattibilità delle proposte di concertazione.
In tale ambito assumono particolare rilievo :
- l’attività di coordinamento istruttorio per la predisposizione del DPCM sul MUD (modello di dichiarazione ambientale). La legge 25-1-1994, n.70 recante “Norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, nonché per l’attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale” dispone all’art. 6 l’adozione – in linea di massima annuale - di un modello unico di dichiarazione (MUD), con decreto del Presidente del Presidente del Consiglio dei Ministri, finalizzato a tutti gli obblighi di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia o di notificazione sostitutiva e, comunque, previsti dalla normativa in vigore in campo ambientale ed, in particolare, in materia di rifiuti;
- l’attività istruttoria negli accordi di programma. Nei casi in cui l'intervento o il programma di intervento comporti il concorso di due o più amministrazioni pubbliche a livello centrale e/o locale, la conclusione dell'accordo di programma è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui spetta la convocazione della conferenza. Il Servizio cura apposite riunioni istruttorie, finalizzate alla predisposizione degli atti necessari a formalizzare l’accordo;
c) il procedimento di cui all’art. 14-quater, comma 3, legge 241/1990, come modificato dall’art. 49 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78. Il predetto articolo prevede che, in ipotesi di motivato dissenso tra un‘Amministrazione statale o regionale preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità e un Ente locale, in sede di Conferenza dei servizi, l’Amministrazione procedente rimetta la questione alla deliberazione del Consiglio dei Ministri che si pronuncia entro 60 giorni, previa intesa tra la Regione e l’Ente locale interessato.
Il Dipartimento per il coordinamento amministrativo è stato individuato quale struttura competente a svolgere l’istruttoria necessaria per la delibera del Consiglio dei Ministri.
Il Servizio, ai fini della predetta istruttoria, indice riunioni di approfondimento, acquisisce documentazione, cura i contatti formali, tra cui l’accesso agli atti, ed informali con tutte le Amministrazioni e gli Enti interessati, nell’intento di superare il dissenso e quindi pervenire ad un’intesa tra le Amministrazioni in origine dissenzienti.
Il procedimento curato dal Servizio è caratterizzato da una tempistica molto stretta, in quanto il fascicolo istruttorio deve essere trasmesso al Consiglio dei Ministri in tempo utile perché la delibera richiesta venga adottata rispettando, di massima, il termine di sessanta giorni previsto dalla legge. La questione, così istruita, viene esaminata nel primo Consiglio dei Ministri utile, che si esprime sulla problematica sottopostagli con diverse tipologie di delibere.
Si ha infatti una delibera di presa d’atto, qualora, nel corso dell’istruttoria svolta presso il Dipartimento per il coordinamento amministrativo, il dissenso sia stato superato e sia stata raggiunta l’intesa tra le amministrazioni coinvolte; si ha invece una delibera di contenuto positivo, nel caso in cui, pur permanendo l’originario dissenso sul progetto portato all’esame del Consiglio dei Ministri, il Consiglio ritenga di allinearsi alla posizione assunta dalle Amministrazioni favorevoli alla realizzazione del progetto; si ha infine una delibera di contenuto negativo quando, permanendo il dissenso, il Consiglio dei Ministri ritenga di condividere la posizione delle Amministrazioni contrarie al progetto.
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