Le F.A.Q. (Frequent Asked Questions)
La parola "FAQ" e' l'abbreviazione di Frequent
Asked Questions.
Sono domande e relative risposte a questioni che vengono
poste su un dato argomento.
Tutte le informazioni di carattere generale relative ai
bandi di concorso per il personale delle magistrature saranno
disponibili su questa pagina.
CONCORSO A REFERENDARIO DI T.A.R.
D. I Magistrati ordinari con due anni di anzianità
nella magistratura possono partecipare al concorso?
R. Ai sensi dell'art. 1 del bando di concorso, possono
partecipare i soli magistrati con la qualifica di magistrato
di Tribunale. Coloro che, pur avendo acquisito la necessaria
anzianità (due anni) per la qualifica, ma hanno ancora
in corso il provvedimento formale di attribuzione, potranno
chiedere l'ammissione con riserva, fermo restando l'obbligo
di presentare copia del provvedimento prima della formazione
della graduatoria finale del concorso.
D. Possono i Militari partecipare al concorso?
R. Possono partecipare al concorso gli Ufficiali delle
quattro Forze Armate e del Corpo della Guardia di Finanza
con il grado non inferiore a maggiore con la laurea in giurisprudenza.
Possono partecipare anche gli Ufficiali con grado inferiore,
sempre muniti della laurea in giurisprudenza, con almeno
cinque anni di anzianità, qualora appartenenti a
carriere per l'accesso alle quali era "necessario"
il possesso del titolo di laurea.
D. Le lauree riconosciute equipollenti alla laurea in giurisprudenza
sono utili per l'ammissione al concorso?
R. Ai fini dell'ammissione al concorso è richiesta
esclusivamente la laurea in giurisprudenza; nessun valore
hanno quindi altre lauree, sia pure, ad altri fini, considerate
equipollenti.
D. Possono partecipare al concorso i magistrati "onorari"
?
R. Con parere espresso nella seduta del 24 luglio 2003,
il Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa
ha escluso tale possibilità in quanto per l'ammissione
occorre appartenere ai ruoli della Magistratura ed avere
già ottenuta la qualifica di magistrato di tribunale
o equiparata.
D. Sono computabili ai fini dell'ammissione al concorso
anche i periodi di servizio a tempo determinato ?
R. Fermo restando il requisito dell'appartenenza ai ruoli
della Pubblica Amministrazione, il Consiglio di Presidenza
della Giustizia Amministrativa nella seduta del 10 luglio
2003, ha ritenuto che ai fini della maturazione del requisito
dell'anzianità, possano valere anche i rapporti
di pubblico impiego a terrine che configurino, comunque,
rapporti di lavoro dipendente.
D. Nell'anzianità di servizio può essere
ricompreso il periodo trascorso par la frequenza di un
corso-concorso presso la S.S.P.A, per l'accesso alla qualifica
dirigenziale ?
R. In merito il Consiglio di Presidenza della Giustizia
Amministrativa ha espresso parere favorevole, osservando
come in questo senso si esprima anche la giurisprudenza
e che esiste anche una scelta normativa, come ad esempio
l'art. 28 del D.L.vo 165/01 che, nel richiedere per l'accesso
alla qualifica dirigenziale l'anzianità di 5 anni
nelle posizioni dell'area C di inquadramento riduce questo
periodo di inquadramento a 4 anni per coloro che abbiano
conseguito la qualifica attraverso la frequenza dei corso,
assimilabile a un rapporto di pubblico impiego anche se
di natura preparatoria all'assunzione.
Sono pertanto valutabili, per i dipendenti di ruolo della
P.A., sia il corso annuale di cui all'art 28, sia il corso
biennale previsto per l'accesso diretto alla Dirigenza.
CONCORSO A CONSIGLIERE DI STATO
D. Il Vice Prefetto aggiunto del Ministero dell'Interno
può partecipare al concorso?
R. Si, a seguito del riordino della carriera prefettizia
che ha riconosciuto la natura dirigenziale delle funzioni
svolte, i funzionari con la qualifica di Vice Prefetto aggiunto,
con almeno cinque anni di anzianità di servizio nella
qualifica e/o nella precedente carriera direttiva, possono
partecipare al concorso.
D. Le lauree riconosciute equipollenti alla laurea in giurisprudenza
sono utili per l'ammissione al concorso?
R. Ai fini dell'ammissione al concorso è richiesta
esclusivamente la laurea in giurisprudenza; nessun valore
hanno quindi altre lauree, sia pure, ad altri fini, considerate
equipollenti.