Comunicato stampa del 6 luglio 2009
La Commissione per la garanzia dell’informazione
statistica (CoGIS), in quanto istituzionalmente
deputata a svolgere funzioni di vigilanza anche sulla
correttezza e sull’accuratezza della diffusione
dell’informazione statistica ufficiale, a fronte
delle polemiche che stanno sviluppandosi attorno ad
essa, è costretta ad evidenziare alcune inesattezze
apparse recentemente sulla stampa e riguardanti il
livello di disoccupazione presente nel nostro Paese.
L’obiettivo di questo intervento è quello
di evitare che l’utilizzatore, a vario titolo,
di dati riferiti al
mercato del lavoro, nel trarre conclusioni dalle cifre
riportate dai giornali, possa essere indotto ad
errori di valutazione. Al riguardo la Commissione vuole
precisare che l’indagine sulle Forze di
Lavoro – da cui scaturisce il dato sulla disoccupazione – viene
effettuata dall’Istat con cadenza
trimestrale, coerentemente con quanto avviene negli altri
Paesi europei. Ciò vale in particolare sia
per le informazioni rilevate dal questionario somministrato
agli intervistati, sia per le modalità di
estrazione dei soggetti da sottoporre all’ intervista
(la strategia campionaria utilizzata).
A questo proposito e molto sinteticamente – data
la complessità del disegno campionario
dell’indagine – si sottolinea anche che attualmente
la rilevazione, in Italia, riguarda, ogni trimestre,
76mila famiglie su ciascuna delle quali vengono rilevate
le informazioni di ogni suo componente
per un totale di circa 175mila individui.
Relativamente
in particolare alle “persone in cerca di
occupazione” – termine tecnicamente corretto
per designare la disoccupazione in quanto include
oltre ai disoccupati anche le persone in cerca di prima
occupazione – l’inevitabile errore commesso
in ogni indagine campionaria, cioè l’approssimazione
che si introduce calcolando, sulla base di un
campione, il dato relativo a tutta la popolazione italiana, è valutato
intorno all’1,5%. Si tratta di un
possibile scarto in più o meno di, al più,
30mila “disoccupati” su un valore stimato,
per il primo
trimestre 2009, di 1,982 milioni.
La Commissione ricorda altresì di avere più volte
richiamato l’attenzione degli uffici di statistica
sull’esigenza di fornire ampi e dettagliati chiarimenti
sui dati comunicati alla stampa, la cui
tecnicità può dare luogo ad interpretazioni
non coerenti con il significato e la portata dei dati
stessi,
specie ove riportati in modo parziale.
Roma, 6 luglio 2009
Il presidente
Prof. avv. Achille Chiappetti