Rilievi e raccomandazioni, anno 2006
Completezza e qualità dell’informazione
statistica sulla formazione professionale
Raccomandazione n. 2/2006
Approvata nella seduta del 14 luglio 2006
Destinatari: Sistan
La Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica (CoGIS), a seguito di analisi effettuate anche nel corso di apposita indagine sulla completezza e qualità delle informazioni statistiche sulla formazione professionale, nell’apprezzare gli sforzi compiuti con intensità crescente negli anni dagli enti operanti nel SISTAN (ed in particolare dall’ISFOL), rileva tuttavia che restano ancora molti gli ambiti su cui intervenire sia per migliorare la qualità e la completezza delle statistiche sulla formazione professionale sia per far fronte alla esigenza di un quadro informativo del settore sempre più ampio
e completo.
Dall’indagine è emerso che, allo stato
attuale, la principale fonte di informazioni statistiche
sulle attività di formazione professionale realizzate
dalle Regioni e dalle Province autonome è costituita
da dati, inseriti in specifici archivi, già in
possesso delle Regioni e delle Province autonome per
scopi amministrativo-gestionali. Poiché, d’altra
parte, ciascuna Regione e Provincia autonoma gestisce
l’archivio secondo proprie modalità e spesso
adotta classificazioni delle tipologie corsuali, soprattutto
quelle non cofinanziate dal Fondo sociale europeo, che
possono differire da quelle utilizzate dalle altre, ne
consegue che i dati sulla formazione professionale inseriti
nei diversi archivi presentano un certo grado di disomogeneità e
una difficile comparabilità.
Un caso esemplare è rappresentato dalla rilevazione “Attività formativa
realizzata dalle Regioni” condotta annualmente
dall’ISFOL presso le Regioni e le Province autonome.
Per essa la riconducibilità delle informazioni
statistiche regionali ad una tipologizzazione nazionale è resa
difficoltosa sia come conseguenza dei differenti livelli
di qualità dei dati raccolti nei diversi Enti
territoriali, sia perché, a causa degli elevati
tassi di mancate risposte parziali che si registrano
in alcune Regioni/Province autonome, l’ISFOL si
trova di solito nell’impossibilità di diffondere
i dati relativi a tutte le variabili rilevate (ad esempio,
i corsi e gli allievi per settore o area professionale).
Infine, i dati così rilevati non consentono
di effettuare elaborazioni a un livello territoriale
inferiore a quello regionale (o di Provincia autonoma).
Nel contempo, il progetto di costruzione del Sistema
statistico sulla formazione professionale (SISTAF), avviato
dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale (secondo
l’attuale denominazione) e dall’ISFOL, una
volta a regime consentirà di raccogliere microdati
su corsi, allievi e soggetti erogatori, e quindi di disporre
di informazioni più dettagliate, complete, armonizzate
e comparabili nello spazio e nel tempo rispetto a quelle
oggi disponibili.
La CoGIS, sebbene la formazione professionale sia
materia di competenza esclusiva delle Regioni, auspica
e raccomanda una collaborazione intensa e maggiori coordinamento
e sinergie fra i principali soggetti coinvolti nella
rilevazione delle informazioni sulla formazione professionale
(in particolare: Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, Regioni e Province autonome, ISFOL, ISTAT, Ministero
dell’istruzione) al fine di migliorare la qualità e
la completezza delle informazioni inserite negli archivi
amministrativi (regionali e delle Province autonome)
sulla formazione professionale. L’omogeneità delle
informazioni presenti negli archivi amministrativi regionali,
in un’ottica di confrontabilità e armonizzazione,
consentirebbe di raggiungere l’obiettivo di fornire
al Paese un’informazione statistica sulla formazione
professionale tempestiva, completa, affidabile e comparabile
ma implica l’adozione di classificazioni e di
definizioni univoche e standardizzate delle tipologie
corsuali da parte di tutte le Regioni e Province autonome.
La CoGIS auspica perciò un maggior coinvolgimento
degli uffici di statistica regionali che dovrebbero assumere
un ruolo centrale riguardo alle scelte nell’ambito
del SISTAN relative all’organizzazione e all’interconnessione
degli archivi amministrativi a fini statistici. La progettazione
e la realizzazione del SISTAF non potrà infatti
essere conseguita senza la necessaria collaborazione
e disponibilità da parte delle Regioni e delle
Province autonome.
Il Presidente
Prof. Achille Chiappetti
Comunicazione e diffusione
dell'informazione statistica
Raccomandazione n. 1/2006
Determinata nella seduta del 14 marzo 2006
Destinatari: Istat/Sistan
La Commissione per la Garanzia dell'Informazione
Statistica, a seguito del crescente utilizzo dei dati
statistici da parte dei mezzi d'informazione nel dibattito
politico, economico e sociale, non può ignorare
il rischio di un loro uso non corretto a fini interpretativi
specie quando i dati stessi appaiono formalmente carenti.
Questo fenomeno ha subìto negli ultimi anni una
forte accelerazione, anche grazie allo sviluppo delle
tecnologie di comunicazione, e può vanificare
il rilievo che tali dati hanno per la corretta conduzione
dell'azione pubblica e privata.
La Commissione, pur ritenendo che la funzione di garanzia
cui essa è preposta riguardi in primo luogo la
qualità, in termini di completezza ed imparzialità,
dei processi di formazione dei dati statistici, ritiene
necessario richiamare l'attenzione sulla importanza dei
momenti della diffusione e della comunicazione dei dati
statistici ufficiali prodotti nel Paese, affinché
in tali fasi i valori della completezza e della imparzialità
non risultino lesi.
I dati statistici forniti dalle strutture pubbliche
e, quindi, ufficiali sono un bene della collettività;
in quanto tali, essi devono essere resi disponibili
a tutti in condizioni di parità: dagli addetti
ai lavori, agli operatori sociali, agli utenti comuni,
secondo i criteri della correttezza, completezza, immediatezza
e comprensibilità, chiarezza metodologica, tempestività
e accessibilità.
Tali criteri si sostanziano nel seguente modo:
- la correttezza comporta che la definizione del
dato statistico deve individuare in maniera precisa
il significato dello stesso, impedendo o, comunque,
riducendo il più
possibile, errate interpretazioni;
- la completezza implica che l'informazione non deve
riferirsi a una sottoparte del collettivo statistico
oggetto di indagine e che il dato statistico deve essere
diffuso a processo di produzione ultimato (salvo i
casi previsti da normativa). Ogni deroga a queste circostanze
deve essere adeguatamente documentata, così come
devono essere indicate, con estrema chiarezza, la
incompletezza e la provvisorietà dei dati stessi
(ad esempio, occorre indicare con precisione i limiti
e le cautele nell'utilizzo comparativo dei dati nel
tempo e/o nello spazio in presenza di variabili che
possano incidere sul loro valore numerico; si pensi
all'influenza del diverso numero di giorni lavorativi
dei due periodi messi a confronto nel caso di aggregati
quali il PIL o la produzione industriale);
- l'immediatezza e la comprensibilità impongono
che il dato statistico presentato deve essere comunicato
utilizzando un linguaggio semplice e chiaro, per consentire
da parte dell'utenza una rapida e precisa individuazione
del fenomeno cui tale dato si riferisce (ad esempio,
occorre rendere chiaro al "lettore comune" il
significato di espressioni quali ULA);
- la chiarezza
metodologica richiede che il dato statistico deve essere
corredato da dettagliata informazione metodologica
per ciascuna delle fasi della sua produzione;
- la
tempestività richiede che tra il momento
della produzione e quello della diffusione deve intercorrere
il minor tempo possibile affinché il dato mantenga
la sua validità. Ovviamente il criterio della
tempestività
è condizionato dal rispetto dei criteri precedenti
da cui non può derogare. Solo in casi eccezionali,
per i quali circostanze particolari impongano la
diffusione di un dato provvisorio, ciò deve
essere adeguatamente specificato, con le opportune
precisazioni;
- l'accessibilità vuole che l'informazione
venga diffusa attraverso strumenti anche diversi, su
vari supporti, e articolata in relazione alle diversificate
domande degli utilizzatori.
La presente raccomandazione viene formulata ai sensi
e ai fini dell'art. 12 - 4°comma del regolamento
della Commissione.
Roma lì, 24 marzo 2006
Il Presidente
Prof. Achille Chiappetti