Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Commissione per la Garanzia dell'Informazione Statistica

   

Rilievi e raccomandazioni, anno 2007

Fabbisogno informativo, fonti di produzione e armonizzazione dei dati sul fenomeno sport
Raccomandazione n. 2/2007

Approvata nella seduta del 5 luglio 2007
Destinatari: Sistan

La Commissione per la garanzia dell’informazione statistica nel monitorare la qualità, la completezza e l’imparzialità delle statistiche culturali italiane, ha avuto modo di verificare anche lo stato delle statistiche ufficiali sul fenomeno sport in relazione ai mutamenti sociali e al diversificato fabbisogno informativo di settore.

La situazione emersa mostra che in Italia si hanno informazioni quantitative sullo sport che, se ampliate e rese più robuste, possono fornire un essenziale supporto di conoscenza e delineare un quadro statistico della domanda e dell’offerta di attività sportive. Tuttavia, i dati forniti dal Sistema Statistico Nazionale coprono solo parzialmente la crescente e diversificata richiesta di informazione sul fenomeno sport che nella società moderna ha assunto delle valenze socio-culturali ed economiche diverse rispetto al passato. Allo stato attuale, l’informazione disponibile consente una ricostruzione frammentaria del fenomeno e non permette di cogliere a pieno le dimensioni dello sport competitivo, spettacolare, strumentale ed espressivo.
Dal punto di vista della domanda, il problema che si pone riguarda la produzione di informazioni complete sulla partecipazione della popolazione ad attività sportive e non è di poco conto.

Da un lato sarebbe utile implementare la raccolta dei dati sui praticanti provenienti da fonti amministrative - federazioni sportive e discipline associate del Coni, enti di promozione sportiva, associazioni sportive amatoriali e società sportive per il fitness - garantendo una loro migliore qualità, la loro comparabilità e la loro disponibilità nel tempo. Dall’altro lato, sarebbe opportuno incentivare indagini campionarie armonizzate - a livello nazionale e internazionale - sui comportamenti sociali, che tengano conto delle caratteristiche e dei mutamenti del fenomeno sportivo e che possano consentire confronti territoriali, in aggiunta a quanto già realizzato dall’Istat attraverso gli approfondimenti tematici dell’indagine Multiscopo I cittadini e il tempo libero. E questo, anche in un contesto di scarsità di risorse a disposizione, può essere assicurato attraverso il continuo affinamento di strumenti di rilevazione sensibili alle trasformazioni e il costante dialogo con gli esperti di settore a tutti i livelli territoriali.

In tale ottica, è apprezzabile lo sforzo definitorio effettuato per l’individuazione della lista delle attività classificate come sportive, a partire da quanto concordato in sede europea attraverso il progetto COMPASS inserito nel PSN. Tale lista, se costantemente aggiornata, può costituire una risorsa condivisa per la raccolta di informazioni sulla pratica sportiva e ad essa si può fare riferimento anche per reperire dati sulle strutture impiantistiche o, più in generale, sui luoghi in cui tali sport sono praticati.

In riferimento, invece, al progetto europeo COMPASS, è da rilevare che la perdurante carenza di risorse nel settore culturale non ha permesso la prosecuzione di tale progetto nell’ambito del PSN a partire dal triennio di programmazione 2007-2009, con grave perdita per il processo di armonizzazione delle indagini sulla partecipazione sportiva a livello europeo.

Per quanto riguarda l’offerta, si tratta di raccogliere e aggiornare dati di carattere strutturale e amministrativo: impianti, società e servizi, professioni, eventi e manifestazioni.

Un’esigenza che appare molto sentita nel settore è quella di alimentare i dati sull’impiantistica sportiva con informazioni in grado di coprire l’intero territorio nazionale e che integrino in senso temporale quelle raccolte in occasione del Censimento degli impianti sportivi condotto nell’89 (Istat, Coni, Istituto per il Credito sportivo), aggiornato con riferimento all’anno 1995.

In questo ambito, la Commissione confida in un sempre maggiore impegno da parte degli enti territoriali del Sistan al fine di armonizzare e rendere comparabili - sulla base delle definizioni e delle classificazioni utilizzate nel Censimento dell’89 - i dati raccolti a livello regionale e sub-regionale.

In relazione alle informazioni sulle società sportive,la Commissione rileva una crescente richiesta da parte degli utilizzatori di dati completi e riconducibili a sistemi unitari di confronto sulle diverse tipologie organizzative che sono alla base dell’associazionismo sportivo.

A questo riguardo, accanto ai dati del Coni, una importante fonte informativa di cui usufruire è costituita dal Censimento delle istituzioni private e imprese nonprofit effettuato dall’Istat per la prima volta nel 2000 in riferimento al 31 dicembre 1999. Da esso si ricavano i dati sulle associazioni sportive nonprofit che svolgono, in via principale e/o secondaria, attività sportive e sulle loro caratteristiche economiche (fonti di finanziamento, entrate, uscite…), sul personale addetto secondo il tipo di contratto e la natura della prestazione (retribuita o volontaria). Tali dati, tuttavia, non danno informazioni approfondite sull’attività svolta dalle associazioni e sui servizi forniti in relazione ai diversi tipi di sport. Inoltre, non sono comparabili con i dati sulle società sportive del Coni poiché nel Censimento delle istituzioni private e imprese nonprofit le polisportive sono identificate da un unico codice fiscale, mentre nel monitoraggio del Coni le associazioni polisportive sono conteggiate più volte - perché affiliate a più federazioni sulla base del numero di discipline di cui si occupano - con evidente duplicazione di informazioni.

Anche gli enti di promozione sportiva raccolgono dati sulle società loro affiliate a fini amministrativi. La Commissione suggerisce di coinvolgere questi soggetti nel processo informativo sullo sport per evitare ulteriori duplicazioni e per rendere comparabili i dati in loro possesso con quelli delle fonti sopra citate. Attualmente infatti i dati sulle società affiliate agli enti di promozione sportiva non possono essere sommati ai corrispondenti dati sulle società del Coni perché molte società hanno doppia affiliazione: presso il Coni e presso l’ente di promozione.

Per quanto attiene all’occupazione nel settore sportivo, le fonti ad oggi disponibili sono le stesse esaminate nel caso delle società con le problematiche già evidenziate.

Su questo aspetto, occorre che il processo di armonizzazione delle statistiche europee nel settore culturale previsto dal LEG on Cultural Statistics attraverso l’adozione di codifiche omogenee (ISCO-COM per le occupazioni e NACE per le attività economiche) interessi anche le statistiche sullo sport. È opportuno, peraltro, tener presente che l’European Observatory of Sport and Employment (EOSE) dal 1997 ha avviato un processo di implementazione delle classificazioni ISCO e NACE pervenendo a una Nomenclatura Europea delle Occupazioni sportive e delle occupazioni Relazionate allo Sport (NEORS) e a una Nomenclatura Europea delle Attività economiche dello sport e delle attività Relazionate allo Sport (NEARS) con l’aggiunta, in entrambi i casi, di ulteriori livelli di disaggregazione alle classificazioni di partenza.

Per completare gli sforzi finora compiuti nella direzione di costruire un quadro completo dell’offerta di sport sarebbe utile, inoltre, raccogliere informazioni sulle manifestazioni, le iniziative e le occasioni sportive, sia che esse rispecchino la tradizionale modalità competitiva di fare sport, sia che si collochino all’interno di esperienze di sport strumentale ed espressivo. Le organizzazioni sportive e gli enti locali dovrebbero entrare in questo circuito informativo contabilizzando e fornendo dati a cadenza periodica sugli eventi sportivi organizzati e/o patrocinati.

Pertanto, in considerazione del fabbisogno informativo emergente sul fenomeno sport, la Commissione auspica che gli enti del Sistan si adoperino con crescente impegno per alimentare un sistema informativo sullo sport utilizzando al meglio le risorse disponibili attraverso l’integrazione delle fonti per le statistiche sportive.

A seguito di uno screening delle attività statistiche realizzate nel settore – a livello centrale e locale – sia in termini di indagini svolte che in termini di archivi amministrativi o basi di dati esistenti, occorrerebbe cercare di individuare le modalità per l’integrazione stessa delle informazioni già prodotte e/o di quelle che si intende produrre, rendendo note all’utenza le eventuali cautele nell’utilizzo e nella lettura di tali dati al fine di evitare errate interpretazioni.
Per ottenere informazioni valide e attendibili, tale processo di recupero, valorizzazione e incrocio di informazioni provenienti da archivi amministrativi, contabilizzazioni e indagini armonizzate dovrebbe assumere un carattere continuativo e coinvolgere tutti i soggetti, attuali e nuovi, produttori di dati riguardanti la domanda e l’offerta di sport. In caso contrario, il rischio è quello di pervenire a una visione parziale e poco affidabile di un fenomeno sociale multiforme e in continua evoluzione.

La Commissione ritiene, infine, che sia indispensabile un coordinamento tecnico permanente tra i vari soggetti istituzionali interessati, finalizzato alla condivisione degli strumenti e delle metodologie di collezione e sistematizzazione delle informazioni a partire da definizioni e classificazioni comuni anche sulla base di esperienze già avviate. Auspica che questo ruolo possa essere efficacemente rivestito dal Circolo di qualità sulla cultura del Sistema Statistico Nazionale.

Roma, 19 luglio 2007

Il Presidente
Prof. Achille Chiappetti

Utilizzo delle tecnologie telematiche per la diffusione dell’informazione statistica
Raccomandazione n. 1/2007

Determinata nella seduta del 28 febbraio 2007
Destinatari: Istat/Sistan

La Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica ha da tempo evidenziato che i principi di imparzialità e completezza comportano anche la necessità che sia data sollecita, ampia se non integrale ed efficace diffusione alle statistiche prodotte dal Sistan.

Tale esigenza è stata richiamata dalla CoGIS in ripetute occasioni,  specie nell’emanazione dei propri pareri sul Programma Statistico Nazionale. Così nel parere formulato sul PSN 2004-2006 riguardo all’obiettivo relativo all’aumento della tempestività della diffusione dei dati, la Commissione dopo aver “notato con compiacimento la sempre maggiore disponibilità di dati e indicatori sul sito internet dell’Istat” ha ritenuto di dover aggiungere che essa “incoraggia ulteriormente l’utilizzo di questo canale di diffusione, che può certo assicurare la maggiore tempestività, …e inoltre, elemento non meno importante, la maggiore diffusione possibile della informazione statistica”.

L’importanza della diffusione dell’informazione statistica ufficiale è stata d’altronde sancita anche dal Codice delle statistiche europee adottato dal Comitato statistico in data 24 febbraio 2005.

Come è ben noto agli Enti ed Organi in indirizzo, di tale Codice interessano in particolare, riguardo all’oggetto, il Principio 13 di “Tempestività e Puntualità” e il Principio 15 di “Accessibilità e Chiarezza”. Per quanto concerne il primo dei due principi, è indubbio che esso comporta che le statistiche ufficiali europee devono essere diffuse in maniera continua e periodica. Per quanto concerne il Principio 15, è altrettanto noto che, in sua attuazione, le statistiche suddette devono essere rese pubbliche ed essere, tra l’altro, presentate in una forma chiara e comprensibile, che faciliti la corretta interpretazione e significativi confronti e che tenga conto delle esigenze degli utenti.

Ma in particolare interessa il fatto che Eurostat abbia sancito espressamente che “i servizi di diffusione utilizzano tecnologie di informazione e di comunicazione moderne e, se del caso, supporti tradizionali”.

In proposito, dalla rilevazione effettuata dalla Segreteria centrale del Sistan sullo stato della diffusione dei progetti inseriti nel PSN 2005-2007 è emerso un quadro di progressivo miglioramento nella diffusione delle informazioni, specie in via informatica. In alcuni settori la diffusione ha superato l’80%, mentre in altri detta percentuale risulta nettamente inferiore.

Purtuttavia la Commissione ritiene di dover richiamare l’attenzione sulla necessità di orientare più esplicitamente l’insieme dei canali di erogazione dell’informazione statistica, siano essi telematici o cartacei, ad una efficace e trasparente accessibilità da parte dell’utente finale. In particolare, con riferimento alle pubblicazioni cartacee, che costituiscono in certi settori la maggioranza, si raccomanda la necessaria uniformità degli standard editoriali e della forma dei contenuti (indici, forma delle tabelle, definizione comuni…), al fine di facilitarne la consultazione e l’interpretazione corretta. Analogamente, con le dovute variazioni dipendenti dalla diversa forma di diffusione, si evidenzia la mancanza di uniformità delle modalità di diffusione relative alle pubblicazioni via internet, dai volumi ai comunicati stampa. Per quanto riguarda le b anche dati , diventa di fondamentale importanza uniformare i criteri e la tipologia di accesso, la forma delle pagine web e i criteri di formazione delle interrogazioni al sistema, oltre alla documentazione di accompagnamento. L’eterogeneità attualmente presente nelle pagine internet delle banche dati del Sistan spesso scoraggia il reperimento e la comprensione dei dati statistici da parte di utenti specializzati ed ancor più di studenti e del pubblico più vasto .

Inoltre, tenendo conto della stretta relazione che lega la diffusione per via telematica dell’informazione statistica agli strumenti di digitalizzazione utilizzati a supporto dei processi interni di produzione dell’informazione stessa e al fine di rafforzare il sistema di monitoraggio della qualità e della sua certificazione,
la CoGIS richiama l’attenzione sui seguenti punti.

  1. Poichè il Sistema Informativo di Documentazione delle Indagini (SIDI) sembra allo stato attuale la soluzione più adatta per garantire nel breve periodo il monitoraggio della qualità delle indagini e poichè detto Sistema, implementato su rete intranet, è ancora in fase di completamento, si auspica che vengano accelerati i tempi per l’immissione nel Sistema stesso dei dati relativi a tutte le indagini poste in essere dall’Istat. Ciò in quanto, fino ad oggi, le informazioni in esso contenute appaiono ancora largamente lacunose rispetto alle potenzialità informative previste dal Sistema stesso.
  2. Poiché l’immagine “pubblica” del SIDI, ossia il Sistema Informativo sulla Qualità dei Processi Statistici (SIQUAL), risente ovviamente degli stessi limiti ed appare anch’esso di ridotta utilità per l’utente finale il quale, nella logica moderna della disseminazione dei dati statistici, assume un ruolo centrale nella determinazione del livello di qualità dei dati pubblicati e delle forme di accesso ad essi, occorre modificare, in una prospettiva di più lungo periodo, l’approccio alla documentazione delle indagini.
    Si raccomanda perciò che venga gradualmente lasciato il passo alla documentazione degli archivi, sia per favorire la costruzione dei Sistemi Informativi degli utenti finalizzati all’estrazione dell’informazione dai dati con i mezzi e le metodologie oggi disponibili (data warehouse e strumenti statistici per il Data Mining), sia per favorire l’omogeneizzazione e l’armonizzazione dell’offerta informativa di tutti gli Enti del Sistan.
  3. Considerata poi la complessità delle attività da svolgere per raggiungere i predetti obiettivi nonché la evidente scarsità di mezzi finanziari a disposizione del Sistema Statistico Nazionale, si raccomanda di procedere, nella prima fase, al completamento del Sistema SIDI-SIQUAL e, nella seconda, alla realizzazione da parte degli enti e organismi del Sistan, e tanto più da parte delle Amministrazioni centrali dello Stato, di un portale che raccolga il giacimento informativo detenuto dagli Enti stessi standardizzando, per quanto possibile, l’aspetto contenutistico dell’offerta, le modalità di accesso e la documentazione di qualità dei dati pubblicati.

Sulla base delle considerazioni formulate la Commissione raccomanda di sviluppare ulteriormente l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sia nell’ambito dei processi interni dell’Istat, sia nell’ambito della erogazione per via telematica delle informazioni statistiche.

In particolare raccomanda:

  1. di proseguire e di intensificare l’utilizzo delle ICT (Information and Communication Technologies) per migliorare l’ efficienza interna e diminuire i costi di gestione;
  2. di promuovere con più determinazione l’utilizzo delle ICT per conseguire significative innovazioni di processo e di servizio.
    In particolare, utilizzando le architetture tecnologiche ed i protocolli di scambio sviluppati per la rete internet, si raccomanda di eliminare i vincoli tecnologici che hanno finora reso particolarmente onerosa l’interoperabilità di sistemi informativi fisicamente e logicamente distinti. Si pensi, a titolo di esempio, ai sistemi per la interoperabilità dei dati anagrafici.
    L’investimento in ICT, in tale contesto, perde le sue caratteristiche di investimento meramente strumentale e diventa condizione abilitante per significative innovazioni di processo e di servizio. In altri termini l’utilizzo delle ICT deve essere considerato parte integrante delle strategie di innovazione all’interno del Sistan;
  3. di intensificare l’utilizzo delle ICT per incidere ulteriormente sulla natura, sulla qualità e sui costi delle relazioni degli enti e organi del Sistan con i soggetti esterni: individui, imprese, enti. Ciò per quanto riguarda la rilevazione e la raccolta dei dati, nelle quali, come è noto, è possibile già oggi utilizzare, accanto ai mezzi più tradizionali, anche tecnologie web interattive, o, nel prossimo futuro, l’interattività consentita dalla televisione basata sul digitale terrestre.

Soprattutto, però, le tecnologie telematiche possono consentire, come abbiamo rilevato in questa raccomandazione, una crescente possibilità di accesso ai dati statistici, promuovendo la loro comunicazione e garantendo una larga e pervasiva utilizzabilità dei dati statistici intesi come bene pubblico.

La gestione dell’informazione su web da parte dell’Istat è già oggi adeguata, ma grandi miglioramenti possono essere conseguiti in questo settore, sostenuto dalla continua disponibilità di nuove opportunità tecnologiche.

La presente raccomandazione viene formulata ai sensi e ai fini dell’art. 12, IV comma del regolamento della Commissione.

Roma lì 8 marzo 2007
Il Presidente
Prof. Achille Chiappetti

Informazioni generali sul sito