Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Commissione per la Garanzia dell'Informazione Statistica

   

Rilievi e raccomandazioni, anno 2009

Sistemi statistici sulla ricerca e l’innovazione nella società della conoscenza

Raccomandazione n. 1/2009
Approvata nella seduta del 27 febbraio 2009
Destinatari: Istat e Sistan

Sistemi statistici sulla ricerca e l’innovazione nella società della conoscenza Raccomandazione n. 1/2009 Approvata nella seduta del 27 febbraio 2009 Destinatari: Istat e Sistan L’ attività di indagine svolta dalla Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica (CoGIS) allo scopo di valutare la completezza e la qualità dei sistemi statistici sulla ricerca e l’innovazione nella società della conoscenza ha evidenziato alcune criticità nella misurazione, nella presentazione e nell’uso di appropriati indicatori statistici relativi alla Knowledge Economy che potrebbero essere attenuate attraverso un maggiore impegno dell’Istat e degli altri enti del Sistan finalizzato non solo all’ampliamento dell’informazione statistica sulla società della conoscenza ma anche al miglioramento del grado di fruizione e di utilizzabilità di tali informazioni sia a scopi conoscitivi che di policy. In particolare, potrebbe essere opportuno modificare la metodologia di comunicazione e di presentazione degli indicatori relativi alla Knowledge Economy. Allo stato attuale la maggior parte di questi indicatori sono raccolti e pubblicati dall’Istat all’interno di sezioni e categorie relativamente eterogenee, altri non sono presenti nel sito dell’Istat ma devono essere recuperati presso altri enti appartenenti al Sistan. Sarebbe auspicabile che questi indicatori fossero raccolti nel sito dell’Istat all’interno di una apposita sezione (che potrebbe ad esempio essere denominata, “Economia della conoscenza”) così da assicurare un accesso più semplice e immediato. Un’organizzazione di questo tipo, d’altra parte, è attualmente già implementata da Eurostat e da alcuni Istituti nazionali di statistica. Inoltre, si è osservato che molte delle informazioni su innovazione e ricerca e sviluppo che derivano dalle indagini svolte dai singoli istituti di statistica – sia indipendentemente sia all’interno di un framework definito dall’Eurostat – sono di carattere qualitativo e, pertanto, non si prestano al calcolo, attraverso metodologie consolidate e condivise, di indicatori sintetici che consentano di confrontare il posizionamento dei singoli paesi nello spazio e nel tempo. E’ perciò auspicabile che, in collaborazione anche con istituzioni internazionali quali l’Eurostat e OECD, si sviluppino metodologie idonee a trasformare le diverse informazioni rilevate in indicatori sintetici. La metodologia proposta da Mairesse e Mohnen (2002), riportata nel rapporto di indagine pubblicato sul sito di questa Commissione, con riferimento alla Community Innovation Survey (CIS), costituisce un possibile esempio, che tuttavia non intende essere esaustivo. Con riferimento agli indicatori relativi alla misurazione del capitale umano sarebbero auspicabili alcuni miglioramenti nelle seguenti direzioni: (i) possibilità di distinguere anche i livelli di istruzione post-laurea impiegando, ad esempio, informazioni quali il numero di possessori di un titolo superiore alla laurea ed il numero di studenti di dottorato; (ii) messa a punto di un indicatore sintetico in grado di misurare l’intensità della formazione effettuata al di fuori del tradizionale sistema scolastico/universitario, sia da parte delle imprese che da parte di altri enti preposti; (iii) individuazione, ove possibile, di indicatori che permettano di misurare con efficacia la diffusione della conoscenza e la creazione di capitale umano tramite learning by doing e learning by using. L’osservazione che la creazione e l’accumulazione di knowledge dipende, in maniera sempre più consistente, da dinamiche di informal learning (anche mediate dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione) segnala, inoltre l’opportunità che vengano messi a punto ulteriori indicatori atti a misurare le forme di apprendimento che avvengono by interacting. La rilevazione delle informazioni necessarie potrebbe avvenire mediante l’impiego di indagini campionarie. Si richiamano, ad esempio, gli indicatori proposti da Anna West in un recente studio condotto da un gruppo di ricerca presso la London School of Economics and Political Science (West et al., 2004). Infine, si raccomanda di definire nuovi indicatori adatti a valutare nel tempo e nello spazio gli impatti derivanti dall’uso delle ICT nelle imprese. A tal scopo occorrerebbero indicatori in grado di catturare il cosiddetto fattore di espansione delle possibilità relazionali generato dalla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Per assolvere a tale nuova esigenza, le rilevazioni statistiche si potrebbero indirizzare anche verso la raccolta di dati differenti quali, ad esempio i network data.

Roma, 27 febbraio 2009

Il Presidente Prof. Achille Chiappetti

 

La georeferenziazione dei dati nella statistica ufficiale

Raccomandazione n. 2/2009
Approvata nella seduta del 17 novembre 2009
Destinatari: ISTAT e SISTAN.

La Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica (CoGIS) ha ritenuto di verificare la completezza e la qualità dei dati georiferiti, forniti dalle statistiche ufficiali, per assicurare la conduzione di “buone” analisi territoriali in ottica spaziale in quanto la mancanza di questo tipo di informazione può in qualche modo limitare lo studio e l’interpretazione a livello geografico disaggregato dei fenomeni economici, demo-sociali e ambientali. L’assenza, o anche solo la carenza, di informazioni su scala territoriale appropriata può, infatti, condurre sia ad assumere iniziative di intervento sbagliate, o non correttamente mirate, sia a rendere di fatto impossibili valutazioni della loro efficacia attuativa. Il compito al quale è chiamata la statistica pubblica in questo ambito è dunque particolarmente delicato e oneroso: sempre più, pertanto la visione del territorio come luogo di interrelazione di una pluralità di attività e di fenomeni diventa l’ottica rilevante ai fini della conoscenza, dell’assunzione di decisioni da parte dei diversi attori coinvolti – in particolare gli Enti territoriali – e della valutazione delle policy. Un’adeguata risposta a tali esigenze risulta ancor più imprescindibile nella prospettiva dell’attuazione del decentramento fiscale.
Pertanto viene formulata la seguente raccomandazione.
Si sottolinea, in primo luogo, la necessità di sfruttare la presenza nei record individuali degli archivi (che siano derivati da elaborazioni condotte a partire da dati amministrativi o che, invece, siano stati costruiti sulla base dei dati raccolti nelle singole rilevazioni) dei numeri civici. Questi ultimi, infatti, costituiscono il link privilegiato per la georeferenziazione delle informazioni presenti nei record archiviati. In tal senso, è auspicabile che vengano celermente assicurati accessibilità, armonizzazione ed estensione degli strumenti di georeferenziazione delle basi di dati censuarie alle altre basi di dati esistenti o di futura implementazione. Ciò pur essendo già evidente l’impegno profuso dal settore territorio dell’Istat, sia sul versante organizzativo sia su quello metodologico, per la predisposizione di procedure inerenti ai prossimi censimenti in grado di assicurare la georeferenziazione delle informazioni censuarie. Occorre, pertanto, esplorare la possibilità di rendere disponibile, sotto forme opportune, l’informazione acquisita attraverso i censimenti al fine di integrare altre basi dati rendendo georiferite le informazioni in esse contenute.
In secondo luogo, si raccomanda di sensibilizzare tutti i Circoli di Qualità, e non soltanto quello dell’Ambiente e Territorio – che, per gli obiettivi conoscitivi del settore, ha la più alta presenza di dati georeferenziati – sull’importanza dell’utilizzo di questo genere di informazione. Per rendere più agevole agli utilizzatori l’individuazione delle possibili informazioni georiferite, si ritiene opportuno che il SISTAN richieda che nella compilazione delle nuove schede per la predisposizione del PSN 2011-2013 i diversi enti ad esso afferenti inseriscano nella descrizione dei progetti di propria titolarità l’informazione “contiene/non contiene l’indirizzo”, specialmente per quei progetti in cui il legame diretto non è esplicito (come, invece, è il caso delle rilevazioni di tipo ambientale), ma dipendente, piuttosto, dalle caratteristiche dell’indagine. E’ evidente, infatti, che la presenza nella scheda informativa del dato sul luogo di “residenza” dell’unità osservata può essere un primo passo per pervenire a un’efficace ricognizione di quanto prodotto dal SISTAN con riferimento agli specifici ambiti territoriali.
Infine, si rileva la necessità di aumentare la trasparenza delle informazioni georeferenziate. Al momento non risulta sempre agevole desumere l’effettiva disponibilità di informazioni inserite nel PSN georiferite o georiferibili. Gli utenti esterni al SISTAN possono trovare difficoltà nell’individuare modalità, costi e tempi di accesso alle informazioni georeferenziate. L’esigenza è generale e trasversale ai diversi settori in cui il PSN classifica i progetti e le attività del SISTAN. È, quindi, indifferibile un impegno da parte di tutti gli enti coinvolti teso a migliorare il livello di fruibilità di queste informazioni, ferma restando la salvaguardia della riservatezza dei dati personali.
Si sottolinea come i dati spaziali contribuiscano a migliorare l’accesso alle informazioni su individui, gruppi e istituzioni rendendo possibile agli utilizzatori/ricercatori l’esame di aspetti che non potrebbero altrimenti essere valutati: le informazioni relative alle coordinate spaziali e/o ai numeri civici farebbero conseguire guadagni sotto il profilo interpretativo in campo fisico ed ambientale da porre in relazione ai comportamenti individuali. In ogni caso si ritiene fondamentale ribadire l’utilità dei potenziali risultati descrittivi e interpretativi della fenomenologia ambientale e economico-sociale che le indagini georiferite, correttamente abbinate alla possibilità di tecniche di linkage dei dati amministrativi, possono fornire ai fini delle decisioni politiche.

Roma, 18/12/2009
Il Presidente

Prof. Achille Chiappetti

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