Segnalazioni
Le segnalazioni sono atti con indirizzi a contenuto
generale indicanti criteri e requisiti occorrenti per
garantire la qualità del processo di produzione
delle informazioni statistiche.
Rappresentatività degli indici dei prezzi al consumo
Segnalazione n. 1/2011
Approvata nella seduta del 19 settembre 2011
La Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica – CoGIS, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali di verifica e controllo sulla completezza e sulla qualità dell’informazione statistica ufficiale, segnala l’opportunità dei seguenti miglioramenti procedurali per l’Istituto Nazionale di Statistica orientati alla riduzione del divario potenziale tra il dato disseminato e la percezione degli utenti dell’informazione prodotta.
1) Accessibilità delle fonti di ponderazione e trasparenza sulle metodologie utilizzate.
Per quanto riguarda il sistema di pesi, nonostante la sensibilità dimostrata dall’ISTAT sul tema della comunicazione con gli utilizzatori dell’informazione statistica, si avverte l’esigenza di una maggiore trasparenza nel processo che dai dati elementari produce i coefficienti di ponderazione. Come nella prassi dei maggiori istituti di statistica a livello internazionale, l’ISTAT dichiara pubblicamente le fonti da cui attinge i dati grezzi, ma, diversamente da realtà che pure sono all’avanguardia nell’elaborazione statistica come il Bureau of Labour Statistics negli Stati Uniti, non diffonde le informazioni sulle tecniche di aggregazione ed elaborazione utilizzate per produrre i coefficienti di ponderazione. Questa limitata accessibilità alle fonti impedisce agli utilizzatori di avere cognizione del livello di sofisticazione delle metodologie di calcolo e dell’adeguatezza dei risultati ottenuti.
2) Indici di prezzo disaggregati per tipologia di consumatore.
Si ritiene apprezzabile nelle intenzioni e di grande utilità informativa l’impegno dell’Istat di produrre in via sistematica un indice disaggregato per aree geografiche (fino al livello provinciale) e per tipologie di prodotto (tra cui beni durevoli e non durevoli). Nel 2007 l’Istituto ha, poi, proposto, in via sperimentale, un approfondimento dal titolo “Indicatori della dinamica dei prezzi al consumo per alcune tipologie di famiglie - Anni 2001-2006” in cui ha presentato gli indici di prezzo IPCA per quattro sub-popolazioni denominate: (i) famiglie che vivono in affitto o subaffitto, (ii) famiglie di pensionati, (iii) famiglie con basso livello di spesa per consumi, e (iv) famiglie di pensionati con basso livello di spesa per consumi, evidenziando, tra l’altro, le diverse composizioni nella spesa e i diversi andamenti inflazionistici nel tempo. Tale analisi ha avuto carattere occasionale e non è più stata riproposta negli anni successivi anche a causa delle limitate risorse a disposizione. Si conviene con l’Istat che tale attività non debba essere abbandonata e che, dunque, le risorse ad essa destinate dovrebbero essere incrementate. Più in generale, la Commissione ritiene che sia opportuno rendere sistematica e permanente la valutazione dell’impatto dell’aumento dei prezzi in maniera differenziata per diverse tipologie di consumatore.
3) Strumenti online per il calcolo dell’inflazione.
La sensibilità dimostrata dall’Istituto nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione digitali e l’intenzione di sfruttarne a pieno le enormi potenzialità è apprezzabile e si evince chiaramente dalle attività già poste in essere in tal senso. Sarebbe, però, auspicabile un ulteriore miglioramento della fruibilità del dato, grazie all’impegno sulle nuove tecnologie, attraverso la predisposizione di uno strumento online che consenta il calcolo dell’inflazione personalizzata (già in uso in molti istituti di statistica, non ultimi quello francese, statunitense e britannico). Valutare la rappresentatività degli indici di prezzo al consumo significa, infatti, anche migliorarne la percezione da parte dell’agente economico. Uno strumento di calcolo online come quello proposto potrebbe rivelarsi particolarmente utile ad aumentare la sensibilità del consumatore nei confronti della complessità del fenomeno inflazione ed a rendere la comunicazione del dato più comprensibile e meno strumentalizzabile.
4) Misure dell’evoluzione della variabilità dei prezzi.
La capacità delle misure dell’inflazione di ben rappresentare rispetto ai cittadini l’evoluzione dei prezzi al consumo dipende anche dalla variabilità dei prezzi stessi. Nel caso in cui tale variabilità resti costante nel tempo, la capacità del valore medio di rappresentare l’insieme dei prezzi al consumo rimane invariata. Tuttavia, quando per fenomeni tecnologici, di mercato, speculativi o altro si alterano con una certa rapidità i margini di variazione dei prezzi per beni comparabili (con conseguenze anche sulla struttura dei prezzi relativi tra i diversi beni), la rappresentatività delle misure ufficiali dell’inflazione ne risulta per ciò stesso indebolita. Al fine di meglio comprendere le possibili divergenze tra inflazione misurata e inflazione percepita si ritiene pertanto utile e opportuno che l’Istituto accompagni la diffusione delle misure medie dell’inflazione con approfondimenti periodici (preferibilmente trimestrali) sull’evoluzione della variabilità dei prezzi per i diversi beni e sull’evoluzione della stessa struttura dei prezzi relativi tra i beni oggetto del calcolo degli indici dei prezzi al consumo.
Roma, 21 novembre 2011
Il Presidente
Prof. Achille Chiappetti