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Commissione per la Garanzia dell'Informazione Statistica

   

Segnalazioni

Le segnalazioni sono atti con indirizzi a contenuto generale indicanti criteri e requisiti occorrenti per garantire la qualità del processo di produzione delle informazioni statistiche.

 

Le statistiche su migrazioni internazionali e popolazione immigrata in Italia

Segnalazione n. 3/2012
Determinata nella seduta del 25 giugno 2012
Destinatari: Comstat e Istat

 

Negli ultimi anni il quadro informativo su immigrazione e presenza straniera si è arricchito in modo significativo, di pari passo con l’accresciuta importanza del fenomeno e l’emergere di necessità conoscitive nuove, a spettro più ampio e a livelli territoriali differenti (internazionale, nazionale, regionale e locale). Sul tema, dopo aver svolto le verifiche occorrenti, la Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica (CoGIS) segnala  quanto segue.

A) L’approvazione del regolamento del Parlamento europeo sulle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale (Regolamento CE n. 862/2007), come ben si sa, ha vincolato gli Istituti nazionali di statistica dei paesi dell’Ue e gli altri enti nazionali responsabili di rilevazioni di interesse a fornire all’Eurostat in modo tempestivo e il più possibile standardizzato statistiche dettagliate su migrazioni internazionali, popolazione dimorante abitualmente e acquisizioni di cittadinanza, protezione internazionale, prevenzione dell’ingresso e soggiorno illegali, permessi di soggiorno e soggiorno di cittadini di paesi terzi immigrati, nonché rimpatri.

Si tratta di richieste che non è facile soddisfare appieno. Per fornire i dati sulla popolazione straniera residente in Italia distinta per sesso, cittadinanza e classi di età, l’Istat ha dovuto ricorrere a stime a partire dalle distribuzioni per sesso e cittadinanza (rilevazione P.3) e per sesso ed età (rilevazione Strasa), che è stato possibile integrare, per i soli cittadini non comunitari, con i dati sui permessi di soggiorno (per i quali è disponibile l’incrocio tra le tre caratteristiche). Anche i dati sui residenti per paese di nascita, di fatto disponibili nelle singole anagrafi comunali, non sono acquisiti a livello centralizzato, o quantomeno non lo sono con il dettaglio richiesto dal Regolamento.

Per tali ragioni la Commissione auspica, con riferimento alla rilevazione delle migrazioni internazionali e della popolazione immigrata/straniera, che l’Istat e il Sistan  pongano in essere azioni volte a migliorare la qualità dei dati e arricchire il quadro informativo su scala nazionale, regionale e locale.
L’esperienza dell’ultimo censimento demografico dimostra come si possano acquisire a livello centralizzato periodicamente (almeno annualmente) le liste anagrafiche comunali (Lac), rendendo superflue le attuali rilevazioni Posas  e  Strasa.  La  disponibilità dei dati individuali della popolazione iscritta in anagrafe (italiana e straniera) consentirebbe di porre in essere strategie di controllo perseguibili solo a livello centralizzato (ad esempio, verifica della presenza di duplicazioni) e di poter incrociare più caratteri tra loro (ad esempio, sesso, età e cittadinanza o paese di nascita dell’individuo ed eventualmente dei genitori, sempre che quest’ultima informazione venga acquisita dalle risultanze censuarie), anche su scala territoriale particolarmente fine (ad es. a livello comunale o anche sub-comunale).

La Commissione nota, peraltro, che sarebbe possibile definire ulteriori meccanismi di controllo di qualità sulle informazioni anagrafiche utilizzando, ad esempio, le cosiddette liste ausiliarie (Lifa) per segnalare ai Comuni situazioni da controllare/verificare, riducendo in particolare le mancate cancellazioni degli stranieri che lasciano il paese senza darne comunicazione al Comune di (ultima) residenza. Al confronto censimento-anagrafe dovrebbe far seguito la revisione delle anagrafi comunali, in modo che si possa disporre di dati censuari e anagrafici effettivamente allineati, almeno dopo l’effettuazione dei censimenti.

B) Meritano, inoltre, attenzione le ulteriori e più specifiche necessità informative che stanno emergendo, sempre su scala internazionale, dai lavori della Strategic Task Force istituita in risposta alla Malta Declaration on the Mainstreaming of Migration in Official Statistics, in un quadro in cui appare chiaro che la gestione del fenomeno migratorio richiede uno sforzo crescente nell’acquisizione di statistiche tempestive, attendibili, dettagliate e il più possibile comparabili, che possano guidare l’Unione nell’adozione delle politiche più idonee per l’integrazione e la lotta all’esclusione sociale. Come è noto, numerose analisi comparative su scala europea sono state volte a definire le categorie oggetto di attenzione, a valutare i modelli e gli indicatori più idonei, nonché gli approcci e le strategie metodologiche perseguibili per misurare l’inserimento degli immigrati nelle realtà di accoglimento e/o per valutare gli effetti prodotti dalle misure intraprese.
Al riguardo la CoGIS sottolinea come negli ultimi anni il Sistema statistico italiano si è mosso nella direzione di adeguare le proprie capacità informative agli standard europei attraverso la valorizzazione della componente straniera all’interno delle indagini campionarie nazionali e con l’introduzione di quesiti che consentono di definire in modo flessibile le popolazioni obiettivo (combinazione di più criteri di identificazione). In particolare, va ricordato come l’indagine EU-SILC sulle famiglie con almeno un componente straniero e, ancora di più, quella recentissima su “Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri” abbiano fornito o forniranno un apporto informativo davvero significativo, che è opportuno acquisire periodicamente, dando alla seconda indagine un taglio possibilmente longitudinale.
Un ulteriore obiettivo da perseguire è quello di valutare la possibilità/opportunità di introdurre, anche nelle indagini campionarie nazionali in cui non è stato ancora fatto, accorgimenti che consentano di avere un sotto-campione rappresentativo della popolazione straniera/immigrata (come, ad esempio, sovra-campionamento, adozione di protocolli per risolvere difficoltà specifiche che si incontrano nella rilevazione degli stranieri ecc.). Il raggiungimento di tale obiettivo garantirebbe la possibilità di tracciare un quadro dettagliato sulla situazione della popolazione straniera/immigrata relativamente a svariati aspetti, consentendo una puntuale comparazione con la popolazione italiana/stanziale.

C) Va poi valutata la possibilità di inserire all’interno delle
rilevazioni correnti degli eventi demografici e in alcune rilevazioni di tipo amministrativo, come è stato fatto nei modelli di rilevazione delle principali indagini campionarie nazionali, non solo le informazioni sul paese di nascita e la cittadinanza attuale e la nascita degli individui, ma anche quelle sul paese di nascita (o la cittadinanza) dei loro genitori, per identificare in modo più mirato le possibili popolazioni obiettivo (ad esempio, persone con background migratorio e seconda generazione).

D) La Commissione, infine, richiama l’attenzione sui requisiti dell’attendibilità, disponibilità e coerenza delle informazioni statistiche su migrazioni e popolazioni immigrate al variare del dettaglio territoriale (nazionale, regionale, provinciale, comunale), soprattutto per valutare le necessità conoscitive inevase e le soluzioni percorribili attraverso la valorizzazione di rilevazioni esistenti, anche a carattere amministrativo.
Come è noto, infatti, su scala regionale e locale – livelli territoriali in cui si gioca una parte importante della difficile partita dell’integrazione e della coesione sociale – le statistiche disponibili scontano quantomeno i limiti di attendibilità delle indagini campionarie nazionali. Importante sarà pertanto l’apporto informativo del 15° censimento demografico per la ricchezza delle notizie raccolte e il dettaglio spaziale a cui sarà possibile scendere nell’analisi. Va inoltre considerato prezioso l’apporto informativo derivante dalle numerose fonti amministrative disponibili (ad esempio, permessi di soggiorno del Ministero dell’Interno, versamenti contributivi all’Inps e dichiarazioni all’Inail), a condizione che si possano definire con precisione le unità statistiche rilevate e la qualità delle notizie raccolte. Inoltre, il ricorso all’utilizzazione congiunta di informazioni provenienti da fonti diverse e il collegamento informatico tra i dati individuali di vari archivi o degli stessi dataset relativi a periodi differenti (record-linkage) dovrebbe consentire di verificare alcune notizie e di integrare il quadro informativo. In altri termini, la disponibilità dei microdati delle diverse rilevazioni totali all’interno degli enti appartenenti al Sistan può favorire una maggiore valorizzazione dei dati amministrativi, anche attraverso l’adozione di procedure di record-linkage che consentano di controllare e integrare i dati delle diverse fonti, rendendo possibile anche la predisposizione di disegni di analisi longitudinali.

È questa un’area sulla quale la CoGIS ritiene che il Sistan dovrebbe continuare ad investire, in primo luogo in termini di collaborazione e supporto tecnico agli Enti titolari delle rilevazioni amministrative, visto che è convincimento diffuso che serva uno sforzo di collaborazione a monte per migliorare la qualità delle informazioni disponibili. Appare pertanto opportuno che, tra i diversi soggetti coinvolti e i possibili fruitori delle statistiche amministrative (e non solo), si sviluppi una riflessione che analizzi i limiti e le potenzialità delle varie rilevazioni e le strategie di integrazione tra  le  diverse fonti,  con la finalità ultima di arricchire, su più scale territoriali, il quadro delle conoscenze sulla popolazione straniera/immigrata.

Roma, 3 luglio 2012

Il Presidente
Prof. Achille Chiappetti

 

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