I criteri progettuali del restauro
Le scelte progettuali per il restauro delle facciate di
Palazzo Chigi sono state fortemente determinate dalle risultanze
di ricerche storiche-documentali, di saggi e di analisi
chimico-fisiche. l'edificio ha subito negli anni molte
modificazioni che hanno variato e manomesso in modo pesante i
vani interni, specialmente ai piani alti, mentre le facciate
esterne, fatta salva la sopraelevazione dell'ultimo piano, la
chiusura di alcune aperture a piano terreno su Piazza Colonna, la
modifica dell'angolo fra via dell'Impresa e vicolo dello
Sdrucciolo e la chiusura degli archi della loggia su via
dell'Impresa non sono sostanzialmente mutate rispetto al disegno
di Felice della Greca.
In sostanza quindi l'aspetto è ancora quello di un
solido ed imponente palazzo seicentesco con ricche cornici e
marcapiani in travertino fino al secondo piano ed in stucco ai
piani superiori.
Alla fine dell'800 e nel 900 sono state aggiunte le persiane
in legno in buona parte delle finestre, provocando danni alle
cornici e modificandone la completa percezione; sono stati
sostituiti gli intonaci, modificati i colori, puliti i travertini
con tecniche a volte distruttive.
Dalle ricerche storico-documentali è emerso
che le antiche colorazioni erano chiare (color di travertino) come si
evince dall'interessante raffigurazione di Muccinelli (1781?), e
che solamente alla fine dell'800 l'edificio assunse colori scuri (foto Alinari).
Ciò è confermato da saggi eseguiti sugli
intonaci (piccole porzioni antiche, sono state rinvenute sotto
il cornicione per la maggior parte in Piazza Colonna) e da esami
chimico-fisici su di essi eseguiti.
Le scelte fondamentali del progetto sono state: il restauro
dei travertini, degli stucchi, le cui condizioni erano
disastrose; la riproposizione dei colori dell'edificio precedenti
le superficiali modificazioni otto-novecentesche,
l’eliminazione delle persiane in legno, peraltro nemmeno
funzionali.
Le lavorazioni sono state complesse: dalla spazzolatura degli
strati superficiali delle recenti tinteggiature, al
consolidamento degli intonaci mediante iniezioni, alla
predisposizione dei fondi con colletta di calce, alla nuova
tinteggiatura a calce e terre naturali per velature successive
(fino a cinque), alla protezione con prodotti a base di
polisilossani.
Sono state eseguite ricerche accurate per scoprire eventuali
decorazioni pittoriche, venute alla luce solo nei vani di
finestre tamponate in Largo Chigi e Via dell'Impresa ed
attualmente restaurate, così com'è stato restaurato
il medaglione in ceramica invetriata raffigurante la Madonna con
Bambino all'angolo fra Piazza Colonna e Via dell'Impresa.
Le operazioni di restauro sono state condotte su basi
documentate secondo criteri rigorosi che nulla hanno concesso al
"gusto" e alla "moda" del momento.