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Comitato nazionale per la bioetica

   
I Pareri del Comitato


Terapia genica
15 febbraio 1991

Il Comitato Nazionale per la Bioetica approva in data odierna, 15 febbraio 1991, i seguenti documenti:

1) Terapia genica. Relazione tecnico-scientifica.

2) Caratteristiche della Terapia genica nella malattia di immunodeficienza da deficit di adenosin-deaminasi (ADA).

3) Conclusioni generali e proposte del Comitato.

Premessa generale

I componenti del Comitato hanno, all'inizio dell'attività del Comitato stesso, unanimemente riconosciuto che il tema della terapia genica - per la sua intrinseca novità e delicatezza - dovesse formare oggetto di uno dei primi contributi che il Comitato, a norma del Decreto istitutivo del 28 marzo 1990, è tenuto a fornire al Paese.
Durante i lavori del Comitato, si è verificato il primo esperimento di terapia genica. L'autorizzazione a praticare il primo tentativo di terapia genica è stata data negli Stati Uniti alle 8.25 di venerdì 14 settembre 1990 dalla FDA per effettuare un trapianto di cellule con gene per ADA in una bimba con sistema immune compromesso, che è stato realizzato 4 ore dopo.

I linfociti sono stati infettati in vitro con un retrovirus difettivo per la replicazione e contenente nel suo genoma il gene normale per l'ADA. Quattro ore dopo l'autorizzazione della FDA il test è stato effettuato. La paziente, una bambina di 4 anni è stata reinoculata con le cellule linfocitarie proprie contenenti un gene ADA estraneo dal gruppo di Michael Blaise, Kenneth W. Culver e W. French Anderson del National Heart, Lung and Blood Institute del N.I.H. Risultati importanti circa l'esito di questa terapia si potranno conoscere tra un anno. Analoga approvazione è stata data dalla FDA ad un esperimento di terapia genica ideato dal chirurgo Steven Rosenberg del N.C.I. e consistente nell'introduzione del gene per il Tumor Necrosis Factor, TNF, in una particolare categoria di linfociti, prelevati da un paziente affetto da un tumore cutaneo altamente maligno (melanoma) e reinseriti nello stesso paziente affetto.

In Italia è stato programmato, ma non ancora effettuato, un tentativo di terapia genica somatica da parte di un gruppo noto a questo Comitato; si tratta di un qualificato gruppo di ricercatori, di livello internazionale, che adottano un protocollo analogo a quello in vigore negli U.S.A. Anche a seguito di questi avvenimenti, il 1° Gruppo di lavoro (Scienze dell'ereditarietà) del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha ritenuto di portare alacremente a compimento la discussione su questo tema, che rientra nella propria sfera di competenza, come definita a seguito della riunione collegiale del Comitato tenutasi il 13 luglio 1990. Pertanto, è stato in grado di presentare in data 25 gennaio al Comitato, per l'approvazione definitiva, due relazioni fra loro strettamente coordinate: 1) Terapia genica. Relazione tecnico-scientifica, affidata al Prof. De Carli integrata dai contributi e dalle osservazioni dei proff. Fiori, Nordio, Romano, Sgreccia, Stammati, Terragni. 2) Caratteristiche della terapia genica nelle malattie da immunodeficienza da deficit di adenosin-deaminasi (ADA), affidata al prof. Salvatore.

Le due relazioni, lette e commentate, sono state approvate all'unanimità dal Comitato nella Seduta plenaria del 26 gennaio, recependo i suggerimenti dei Proff. Cattorini, D'Agostino, Dalla Torre, Flamigni, Isidori, Lecaldano, Levi Montalcini, Paoletti, Rescigno, Sgreccia, Stammati. In tale data il 1° Gruppo di lavoro ha deciso di elaborare un documento di: 3) "Conclusioni generali e pareri del Comitato sulla terapia genica" che ha lo scopo, sulla base delle nozioni scientifiche, analiticamente esposte nei documenti già menzionati, di formulare considerazioni riassuntive e linee operative in un linguaggio più facilmente comprensibile all'opinione pubblica. Quest'ultimo documento è stato sottoposto e approvato nella riunione del 15 febbraio dal Gruppo di lavoro ed è stato trasmesso, in pari data, all'esame del Comitato plenario. Il Comitato, al termine della seduta, dà mandato al Presidente di trasmettere i vari documenti elaborati alla Presidenza del Consiglio. Il presidente Adriano Bompiani.

Sintesi e raccomandazioni

Il Comitato Nazionale per la Bioetica riconosce innanzitutto la fondamentale differenza tra terapia genica della linea germinale, capace cioè di influenzare la trasmissione del patrimonio genetico alle generazioni successive, e terapia genica della linea somatica, che interessa le cellule somatiche di un singolo individuo. Questi ha il diritto di fruire, per la salvaguardia della propria salute e della propria vita, di tutti i progressi delle scienze biologiche e mediche.

In accordo con quanto riconosciuto e stabilito da tutti gli organismi internazionali ed europei, la terapia genica della linea germinale è, allo stato attuale, non proponibile e non ammissibile nell'uomo per un complesso di ragioni tecniche, scientifiche, sociali e quindi anche di natura giuridica ed etica. Di converso, la terapia genica di cellule della linea somatica, in presenza di adatte condizioni e dopo aver ottemperato a rigidi requisiti di natura non solo tecnico-scientifica, ma anche di ordine giuridico ed etico, è completamente accettabile da tutti i punti di vista, essendo assimilabile ad una terapia sostitutiva o ad un trapianto non a livello di organo, di tessuto o di cellule ma a livello molecolare.

Ogni tentativo di terapia genica della linea somatica dovrebbe essere accompagnato e preceduto da una accurata analisi dei seguenti fattori:

a) possibili benefici e possibili rischi di tale terapia;

b) confronto in termini di benefici, rischi ed efficacia della terapia in oggetto con terapie tradizionali riconosciute ed accettate dalle scienze mediche;

c) soddisfacimento delle misure di controllo e delle condizioni di accettabilità della terapia genica somatica stabilite dalle norme vigenti e dalle consuetudini accettate dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale.

Il Comitato Nazionale per la Bioetica ritiene che la terapia genica somatica possa rientrare nel dominio più generale della sperimentazione nell'uomo di nuovi indirizzi terapeutici e debba come tale rispondere a tutti i criteri di accettabilità comuni a questi tipi di interventi.

Il Comitato Nazionale per la Bioetica richiama l'attenzione sull'opportunità che una definita autorità:

a) aggiorni l'elenco di condizioni patologiche ereditarie, congenite o acquisite, per le quali sussista l'indicazione di terapia genica somatica;

b) definisca criteri guida per le operazioni tecnico-preparative caratteristiche del settore e per i metodi di monitoraggio successivo degli esiti delle esigenze terapeutiche, anche in stretto collegamento con i Centri e i ricercatori operanti in altri paesi;

c) proceda alla raccolta di dati sulla sperimentazione in corso.


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