I Pareri del Comitato
Parere sulla proposta di moratoria per la sperimentazione
umana di xenotrapianti
19 novembre 1999
PREMESSA
Recentemente l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha
esaminato la questione del trapianto nell'uomo di organi animali
geneticamente modificati, giungendo a formulare una
Raccomandazione (n. 1399, 29 gennaio 1999) con la quale invita
gli Stati membri ad adottare una moratoria sugli xenotrapianti in
attesa che la conoscenza scientifica documenti i rischi per la
salute umana. Il Consiglio d'Europa ha poi sottoposto tale
Raccomandazione alla valutazione dei Comitati etici dei singoli
Stati, anche al fine di considerare l'opportunità di
elaborare un Protocollo aggiuntivo alla "Convenzione europea per
la protezione dei diritti umani e della dignità
dell'essere umano in merito alla applicazioni della biologia e
della medicina" (Convenzione di Oviedo, 1997). Accogliendo tale
sollecitazione e consapevole dell'importanza della questione
degli xenotrapianti per la salute umana, il C.N.B. ha ritenuto
opportuno esprimere un proprio sintetico parere in merito,
riservandosi tuttavia di esaminare gli altri aspetti del problema
in un più approfondito documento.
PARERE
Il C.N.B., in coerenza con gli orientamenti espressi in altri
documenti (Donazione d'organo ai fini di trapianto, 7 ottobre
1991; Trapianti di organi nell'infanzia, 21 gennaio 1994;
Sperimentazione sugli animali e salute dei viventi, 17 aprile
1997; Il problema bioetico del trapianto di rene da vivente non
consanguineo, 17 ottobre 1997), ritiene doveroso segnalare, per
farne oggetto di idonea valutazione, alcune questioni
ineludibili, con l'auspicio che gli ulteriori avanzamenti in sede
scientifica rendano possibile la riduzione dei rischi paventati e
delle inquietudini ad essi connesse. Vi sono ancora questioni da
risolvere e problemi pratici da affrontare relativi
all'accettazione o meno dell'organo trapiantato ed alla
produzione di animali transgenici ai fini del trapianto di
organi. Allo stato, infatti, non si hanno conclusioni
scientifiche certe, soprattutto in ordine alla reazioni di
rigetto dell'organo ed alle patologie trasmissibili, tanto da
alimentare dubbi e preoccupazioni che non è possibile
giudicare infondati. In particolare, non si è in grado di
identificare esattamente i rischi correlati alla
trasmissibilità di infezioni xenogeniche, soprattutto per
quel che concerne gli effetti del rapporto tra ricombinazione
genetica e ricombinazione virale.
In questo contesto, assumono il maggiore rilievo tutte le
questioni inerenti al conflitto tra interesse individuale e
tutela della salute collettiva. I benefici diretti per il singolo
paziente trapiantato non sono dissociabili dai rischi, meno
probabili, di diffusione di malattie infettive nella popolazione
umana. Il principio etico fondamentale è quello dell' equo
bilanciamento tra il beneficio diretto e chiaramente
determinabile per il singolo paziente e gli effetti indiretti di
grave entità, sebbene meno probabili, che possono
investire soggetti non identificabili al momento attuale. Il
controllo del rischio di diffusione di agenti biologici patogeni
o letali costringerebbe inoltre il paziente stesso ad un regime
di osservazione costante e ad una drastica limitazione dei
rapporti sociali, con grave pregiudizio della libertà
personale. Sul fronte della sperimentazione animale il C.N.B., in
coerenza con la tendenza prevalente nelle legislazioni
occidentali, ha già richiamato l'opportunità di
aver riguardo per le particolari esigenze etologiche di ogni
specie e di ridurre gli sprechi di vite e le sofferenze animali.
Tra gli elementi di valutazione etica deve esser ricompresa la
condizione degli animali-serbatoio d'organi allevati con
esclusiva destinazione agli espianti, la cui esistenza può
esser resa precaria anche dagli interventi manipolativi tesi ad
assicurarne la istocompatibilità con l'uomo.
CONCLUSIONI
Il C.N.B., in definitiva, è dell'avviso che proprio le
condizioni di incertezza conoscitiva suggeriscono un approccio
cautelare basato sul criterio etico di cautela e di precauzione.
Pertanto, condividendo le motivazioni che la ispirano, aderisce
alla richiesta di una moratoria riguardo alla fase di
sperimentazione degli xenotrapianti sull'uomo proposta dalla
citata Raccomandazione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio
d'Europa. Auspica altresì che venga incentivata la ricerca
scientifica in ragione sia della necessità di giungere ad
una chiarificazione di tutti gli aspetti connessi alla prassi
clinica degli xenotrapianti, che delle positive ricadute sulla
conoscenza medica e sulla utilizzazione industriale, più
in generale, che tale ricerca potrà produrre. Il C.N.B.
sottolinea inoltre l'opportunità di incentivare tutte le
occasioni di dibattito pubblico al fine di diffondere la
conoscenza su tali temi e di promuovere la consapevolezza etica
di tutti i soggetti coinvolti, affinché si proceda ad una
reale verifica del consenso sociale in merito.