Glossario
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Malattia Mendeliana o da singolo gene
Presenza di mutazione(i) su un allele, sia singolo (malattia
dominante nei maschi o femmine, malattie legate all' X nei
maschi) che doppio (malattie recessive) responsabile della
comparsa di una data malattia. L'ereditarietà di queste
malattie segue i rapporti numerici descritti da G. Mendel.
Mappa di restrizione
Mappa di una sequenza di DNA indicante la localizzazione dei
siti di restrizione. Dal momento che tali enzimi sono molto
specifici nelle loro caratteristiche e modalita' di taglio,
questo tipo di mappa può essere predetta sulla base della
sequenza di un frammento noto di DNA.
Mappa fisica
Schema rappresentante la posizione reciproca dei geni o dei
marcatori genetici in un cromosoma, ottenuta mediante la
misurazione diretta della distanza in paia di basi (bp) di DNA
genomico. La misurazione puo' essere basata su analisi di
citogenetica (distanze fra bande cromosomiche) o su analisi
molecolari (mappe di restrizione).
Mappa genetica
Mappa delle posizioni relative dei geni o dei marcatori
genetici lungo un cromosoma. La distanza tra i geni viene
misurata attraverso il linkage sulla base delle frequenze di
ricombinazione genica. Le mappe genetiche sono di solito
elaborazioni grafiche che evidenziano le posizioni reciproche dei
vari geni su un cromosoma con le corrispondenti distanze,
espresse in centimorgan (vedi).
Marcatore
Elemento di identificazione o di riferimento (gene, enzima,
determinante antigenico, ecc.). In particolare, allele di cui
è in osservazione la modalità di trasmissione in un
incrocio o locus polimorfico impiegato per analisi di
linkage.
Meiosi
Tipo di divisione cellulare caratteristica degli organismi a
riproduzione sessuata. E' il processo attraverso cui si
realizzano la ricombinazione genetica e la divisione riduzionale
di una cellula germinale immatura diploide (2n) a formare quattro
gameti immaturi aploidi (n). Avviene pertanto solo a livello
delle cellule germinali e consiste di due particolari tipi di
divisioni cellulari, meiosi I e meiosi II.
Metacentrico (cromosoma)
Detto di un cromosoma con centromero in posizione mediana.
Metafase
Stadio intermedio del ciclo mitotico e meiotico durante il
quale la membrana nucleare si dissolve, i cromosomi si allineano
sul piano equatoriale della cellula, con i centromeri uniti alle
fibre del fuso e i cromatidi pronti a migrare ai due poli
fusali.
Metilazione del DNA
Legame covalente di gruppi metilici alle basi azotate del DNA.
Negli eucarioti consiste principalmente nella metilazione delle
citosine, ed è associata a ridotti livelli di trascrizione
dei geni. Nei procarioti, oltre alle citosine vi può
essere metilazione a livello di alcune adenine, e protegge il DNA
di un batterio dall'azione delle sue stesse endonucleasi di
restrizione.
Minisatellite
Vedi DNA fingerprinting.
Mitocondri
Organelli, delimitati da una doppia membrana fosfolipidica,
presenti nel citoplasma di tutte le cellule eucariotiche e
deputati ad attuare le trasformazioni energetiche della cellula.
I mitocondri sono strutture semiautonome in quanto contengono un
proprio genoma (un doppio filamento di forma circolare, non
legato a proteine istoniche), dei ribosomi e sono in grado di
effettuare sintesi proteica: il DNA mitocondriale codifica
l'rRNA, il tRNA dei mitocondri e componenti della membrana
mitocondriale. I mitocondri sono trasmessi esclusivamente dalla
madre a tutti i propri figli, senza ricombinazione. Il
polimorfismo del DNA mitocondriale e' particolarmente utile nella
genetica delle popolazioni.
Mitosi
Processo di divisione nucleare di tutte le cellule
eucariotiche, mediante il quale il numero dei cromosomi
caratteristico della specie e' mantenuto costante durante le
successive divisioni delle cellule dallo zigote allo stadio
adulto. Le fasi principali della mitosi sono: profase, metafase,
anafase e telofase.
Monosomia
Tipo di aneuploidia consistente nella mancanza, in un
organismo diploide, di un elemento in una coppia di cromosomi
omologhi (2n -1) e, quindi, nella presenza del cromosoma omologo
spaiato.
Monozigote
Vedi Gemello monozigotico.
Mosaico
Organismo costituito da due o piu' popolazioni di cellule
geneticamente differenti. mRNA (RNA messaggero) Prodotto di
trascrizione di un gene che trasporta dal DNA al citoplasma
l'informazione che codifica la sequenza di una particolare catena
polipeptidica. Ogni differente catena polipeptidica che la
cellula sintetizza richiede la presenza di un tipo corrispondente
di mRNA. Negli eucarioti, l'mRNA in genere differisce dal
trascritto iniziale, a causa della eliminazione di determinate
sequenze non codificanti (splicing). L' mRNA maturo, a livello
ribosomiale, serve quindi da matrice per il processo di
traduzione, in cui viene sintetizzata la catena
polipeptidica.
Mutageno
Agente chimico o fisico che aumenta il tasso di mutazione
causando modificazioni permanenti nel DNA.
Mutazione
Ogni cambiamento permanente nella sequenza nucleotidica del
DNA, capace o meno di esercitare una influenza sul fenotipo. Le
mutazioni possono essere classificate in base all'origine:
mutazioni spontanee (insorgono in assenza di agenti mutageni) o
indotte (dovute ad agenti chimici, fisici o biologici); alla
sede: mutazioni germinali (colpiscono i gameti e possono essere
trasmesse alla prole) o somatiche (colpiscono le cellule
somatiche e non vengono trasmesse alla prole); all' effetto
funzionale sul fenotipo: mutazioni letali (l'organismo che ne e'
colpito o muore prima di aver raggiunto l'eta' riproduttiva o
raggiuntala, non si riproduce), subletale o deleteria, neutra
(non si conosce un effetto di danno o di vantaggio genetico),
vantaggiosa. Negli organismi diploidi possono esservi mutazioni
dominanti o recessive, a seconda se l'effetto della mutazione e'
la manifestazione di un fenotipo dominante o recessivo. In base
alla topologia ed estensione le mutazioni possono essere:
mutazioni geniche (es. mutazioni puntiformi, inserzioni e
delezioni intrageniche), cromosomiche (es. delezioni, inversioni,
traslocazioni) e genomiche (es. monosomie, trisomie).
Mutazione cromosomica
Vedi Aberrazione cromosomica; mutazione.
Mutazione di senso (missense)
Sostituzione di una singola base del DNA che causa la comparsa
di una tripletta che codifica un aminoacido diverso da quello
codificato dalla tripletta originale. Mutazione di sfasamento del
registro di lettura (frameshift) Mutazione costituita dalla
delezione o inserzione di un numero di coppie di basi (bp) che
non e' un multiplo di 3, che altera quindi il registro con cui
vengono letti i codoni di un gene. Le regioni codificanti al 3'
di una tale mutazione verranno lette come codificanti aminoacidi
diversi e spesso presenteranno codoni stop.
Mutazione germinale
Mutazione presente negli spermatozoi o nella cellula uovo (o
nei loro precursori) di un individuo e che può essere
trasmessa alla prole. Quando una mutazione nella linea germinale
si verifica per la prima volta, nella famiglia interessata non ci
saranno portatori né storia clinica precedente. Una volta
trasmesse alla discendenza, le mutazioni germinali saranno
presenti in tutte le cellule della prole, incluse le cellule
della linea germinale, e possono essere trasmesse alle
generazioni successive, a meno che non interferiscano con la
riproduzione.
Mutazione non senso
Mutazione nella sequenza nucleotidica in cui il cambio di uno
o piu' nucleotidi, una inserzione o una delezione, provocano la
terminazione prematura della traduzione di un mRNA in seguito
alla comparsa, nella corretta fase di lettura, di uno o piu'
codoni di terminazione (UAA, UAG, UGA).
Mutazione puntiforme
Mutazione consistente in un'alterazione, quale una
sostituzione, una delezione o un'inserzione, di una singola
coppia di basi del DNA.
Mutazione somatica
Mutazione a livello del DNA di una qualunque cellula del corpo
(cellule somatiche), eccezion fatta, quindi, per le cellule della
linea germinale; pertanto essa non viene trasmessa alla
discendenza. Nel caso in cui l'elemento colpito sia una cellula
ancora in grado di dividersi, la mutazione viene trasmessa a
tutte le cellule che derivano da essa per mitosi. In questo caso
l'organismo diviene un mosaico, cioe' sara' costituito da una
popolazione di cellule normali ed una di cellule mutate.
Mutazione spontanea
Mutazione che compare spontaneamente (cioe' in assenza di
mutageni) in un organismo, comunemente dovuta a errori nei
processi di replicazione, ricombinazione o riparo del DNA.