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Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita

 

Presentazione

Il Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita (CNBBSV), in origine denominato "Comitato Scientifico per i rischi derivanti dall'impiego di agenti biologici", è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1992 dall'art. 40 della legge 19 febbraio 1992, n. 142 di attuazione delle Direttive europee:

  • Direttiva 90/220/CEE sull'emissione deliberata nell'ambiente di microrganismi geneticamente modificati;
  • Direttiva 90/219/CEE sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati.

Il Comitato ha assunto la denominazione di “Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita”, che più adeguatamente riflette la molteplicità dei compiti ad esso attribuiti in linea con il con il Piano d’azione Europeo denominato “Scienze della vita e biotecnologia – una strategia per l’Europa”. Il Comitato, infatti, avvalendosi degli apporti scientifici, professionali ed istituzionali del suoi Membri, è chiamato a supportare il Governo nell’adozione di indirizzi scientifici, economici e sociali su queste materie ed a fornire, altresì, idonee linee guida per corrispondere alle indicazioni della Commissione Europea, con specifico riferimento al Piano d’azione europeo sopra citato.

Quale supporto diretto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Comitato ha tra le sue finalità istituzionali quella di assicurare il coordinamento, l'armonizzazione e l'integrazione dei programmi, delle iniziative e delle attività dei Ministeri, degli Enti e degli Organismi pubblici e privati operanti nel settore delle biotecnologie per garantire forme di intervento unitarie ed omogenee.

Nell’ambito del Comitato è istituito l’Osservatorio Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita, il quale ha per compito istituzionale la raccolta, l’organizzazione e la diffusione dell’informazione scientifica, economica e normativa a livello nazionale, comunitario e internazionale. Tale attività ha lo scopo di consentire l’accesso ai dati scientifici sia alle istituzioni, sia alla comunità scientifica e all’industria, sia al pubblico dei non addetti al settore, garantendo una informazione corretta e indipendente, di facile consultazione e comprensione.

L’Osservatorio dovrà monitorare la situazione del Paese, avvalendosi delle Istituzioni competenti in materia, identificando le strutture esistenti per il trasferimento tecnologico e i risultati della ricerca.

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