30 Novembre 2012
Sono stimati tra 370 e 535 milioni di euro i risparmi potenziali derivanti dall’accorpamento delle province, dalle attuali 86 a 51 (comprese le aree metropolitane), previsto nel decreto legge del 5 novembre 2012 n. 188.
Si tratta di valori compresi tra il 5% e il 7% della spesa corrente al netto degli interessi attualmente sostenuta dalle province. Tali risparmi ottenibili a regime, che prudenzialmente non sono stati associati al decreto non intaccano la quantità e la qualità dei servizi ai cittadini.
I dati emergono da un esercizio econometrico elaborato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che valuta esclusivamente le economie di scala associate all’accorpamento sulla base dei due elementi considerati nel suddetto decreto, che sono la popolazione residente e la superficie territoriale.
Ulteriori effetti sulla spesa potranno essere conseguiti in prospettiva dalla prevista riduzione delle funzioni assegnate alle province.
Il documento integrale è pubblicato sul sito www.rapportiparlamento.it.
Roma, 30 novembre 2012.
L'Ufficio stampa.
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