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SPECIALE SPENDING REVIEW

9 Maggio 2012

IL RAPPORTO.

Le 'anomalie' della spesa e la sua distribuzione territoriale, il costo elevato della produzione dei servizi pubblici: queste le premesse al Rapporto sulla spending review dal titolo 'Elementi per una revisione della spesa pubblica', che il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha illustrato al Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2012. La spesa aggredibile nel medio periodo e’ valutata in 295 miliardi, di essa una quota pari al 25-30% e’ rivedibile nel breve termine. Il rapporto contiene anche i risultati dell’esame svolto presso i Ministeri dell’Interno, dell’Istruzione, della Giustizia, dei Trasporti.




LA SPENDING REVIEW NEI 100 GIORNI DEL GOVERNO.

Il lavoro avviato sulla spending review, la revisione della spesa pubblica, ha messo in evidenza ampi margini di risparmi e razionalizzazione. L'operazione per tagliare sprechi e inefficienze è entrata nel vivo, condotta da un omitato guidato dal ministero per i Rapporti con il Parlamento, a cui partecipano i ministeri per la Pubblica amministrazione e l’Economia. Oltre all’operazione di riordino della spesa in corso alla Presidenza del Consiglio, è in atto l’attuazione della spending review: Interni, Istruzione e Affari Regionali. Via via l'intervento sarà allargato anche alle altre amministrazioni: le prossime ad esserne interessate saranno Giustizia, Difesa ed Esteri. Riformare la spesa pubblica non è una missione impossibile, ma richiede un'analisi approfondita e dettagliata delle voci che compongono il bilancio di ogni singola amministrazione per poter ottenere risparmi senza compromettere la qualità dei servizi. Per questo il programma prevede, oltre agli obiettivi contabili, anche obiettivi di riorganizzazione operativa. La spending review è uno dei pilastri portanti dell'attività del governo che consentirà di superare il meccanismo dei tagli lineari. I costi di funzionamento dell'intero apparato per l'erogazione dei servizi a cittadini e imprese è pari a 330 miliardi di euro l'anno e di essi il 50% circa è gestito dalle Amministrazioni centrali. Non è possibile definire fin da oggi se sarà possibile generare risparmi di spesa potenzialmente utilizzabili per ridurre la pressione fiscale soprattutto perché i tempi richiesti per concretizzare i possibili risparmi di spesa non possono essere compressi. L’orientamento della spending review è infatti diretto soprattutto a governare la dinamica di lungo periodo della spesa pubblica. In via programmatica, entro il mese di aprile sarà presentata al Consiglio dei Ministri una valutazione delle criticità rilevata sul complesso dei programmi di spesa di ciascun dicastero.

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