Dai dati dell'ultimo DEF si evince che uno choc di 300 punti base di rendimento dei titoli di Stato non farebbe venire meno l'andamento decrescente del rapporto debito/PIL nel triennio 2013-2015, ma farebbe raggiungere il valore obiettivo del 60 per cento, il nostro obiettivo target del rapporto debito/PIL, con nove anni di ritardo rispetto a quello ipotizzato nello scenario base.
Nel corso del triennio 2013-2015 il rapporto debito/PIL crescerebbe di 1,7 punti percentuali nel 2013, di 3 punti percentuali nel 2014 e di quasi 5 punti percentuali nel 2015 rispetto a quelli previsti dagli obiettivi programmatici A seguito dell'aumento istantaneo e permanente di 300 punti base di rendimento, il tasso di interesse implicito, che si può assimilare al costo medio di tutto lo stock del debito esistente, salirebbe al 5,4 per cento nel 2013, al 5,9 per cento nel 2014 e a più del 6 per cento nel 2015.
Con specifico riferimento al Patto di stabilità e crescita, esso rappresenta lo strumento attraverso il quale continuare a garantire il mantenimento della disciplina di bilancio e, come si legge nella relazione pubblicata nel sito della Commissione, il Patto di stabilità e crescita è la concreta proposta della UE alle preoccupazioni circa la continuità - chiedo scusa, signor Presidente - nel rigore di bilancio dell'Unione economica e monetaria.
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